Il chipping delle corone su impianto singolo nell’era dei restauri all-ceramic

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Negli ultimi dieci anni, la protesi su impianti è entrata nell’era delle corone all-ceramic. Le ceramiche integrali con strutture rinforzate in vetroceramica o zirconia hanno acquisito popolarità, in primis, per i loro vantaggi in termini di estetica. Alcuni autori, in questo senso, hanno espresso alcune perplessità legata alle fragilità del materiale. Tey, nel suo studio retrospettivo del 2017, ha riportato i dati relativi a 266 corone su impianti singoli, con una sopravvivenza implantare del 100% a 5 anni e una sopravvivenza della corona appena inferiore (98.2%). La sopravvivenza complessiva scende però all’88.9% se si considerano complicanze addizionali come chipping (scheggiatura) e perdita di ritenzione.

Rammelsberg e colleghi, constatando come quello citato e il resto della letteratura disponibile offrissero solamente indicazioni a breve termine, hanno impostato uno studio di coorte con il proposito di indagare tassi di fallimento e incidenza delle complicanze più comuni delle (singole su impianto) in ceramica integrale, confrontandole con quelli delle metallo-ceramiche.

Il lavoro, che ha trovato pubblicazione su, ha considerato un totale di 652 corone singole su impianto in 404 pazienti (211 femmine, 193 maschi; età media 57.8 anni), valutati fino a 12.8 anni. Le basi 319 corone sono state realizzate in lega aurea e 37 in cromo-cobalto. Tra le ceramiche monolitiche, la gran parte è stata realizzata in zirconia (286, di cui 152 non sottoposte a veneering) e solo altre 10 in disilicato di litio.

In tutto il campione sono stati registrati solamente 6 fallimenti determinati da perdita dell’impianto. Solo 4 i casi di interessamento dell’abutment o di perdita di ritenzione. 15 corone sono state interamente sostituite a causa di scheggiature del veneer in ceramica.

L'analisi statistica di Kaplan-Meier ha evidenziato una probabilità di sopravvivenza del 96% a 5 anni e del 92% a 10. Un tasso di fallimento maggiore è stato osservato per le corone singole con framework in disilicato o zirconia rispetto alle “vecchie” basi metalliche.

Chipping delle corone su impianti

La complicanza più frequente, rappresentata appunto dal chipping delle corone, osservato in 61 casi totali, permette di indicare appunto la ceramica monolitica come un fattore di rischio significativo.

Più interessante è il secondo dato emerso: è stata osservata un'incidenza significativamente maggiore di scheggiature nelle corone con veneering a copertura totale rispetto alle stesse ceramiche monolitiche e alle corone con veneering parziale.

In conclusione, la presente indagine, in realtà, difetta in parte di omogeneità per quanto riguarda il follow-up medio e non può essere considerata a tutti gli effetti uno studio a lungo termine. I suoi risultati sono comunque da considerare interessanti, in quanto incoraggiano lo studio dei materiali all-ceramic e di come questi possano essere addizionati. Nel caso specifico, viene in particolare controindicato l’impiego di restauri a copertura totale nella realizzazione di corone su impianti singoli.

Il chipping delle corone su impianto singolo nell’era dei restauri all-ceramic - Ultima modifica: 2020-06-12T07:42:39+00:00 da redazione
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