Gengivite: modello predittivo anamnestico

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L’anamnesi è un momento fondamentale nell’approcciare il paziente, soprattutto quando lo si incontra per la prima volta. Spesso le esigenze della clinica fanno sì che il colloquio sia ridotto al minimo o sostituito da un modulo prestampato, compilato dal paziente, poi eventualmente approfondito verbalmente dal clinico.
Dal punto di vista dell’anamnesi prettamente odontoiatrica al paziente generale, si chiede se abbia mai sofferto di sanguinamento gengivale. Recentemente, un interessante studio, il cui titolo recita proprio “Have you had bleeding from your gums?”, ha valutato il peso clinico di questo quesito semplice.
Gli autori, attivi presso l’Università di Aberdeen, in Scozia, sono partiti dalla consapevolezza della validità della percezione soggettiva nel predire le parodontopatie, come statuito già nel 2003 dai Centers for Disease Control and Prevention statunitensi e dall’American Academy of Periodontology. La definizione di modelli predittivi di patologia trova spesso difficoltà, legate all’esigenza di campioni numerosi: è quanto gli autori hanno constatato anche per la gengivite.

Gli autori hanno raccolto, attingendo dalle popolazioni di due trial clinici randomizzati preregistrati, un totale di 2853 partecipanti, con età media pari a 51 anni, prevalenza di donne (60%) e una quota di fumatori pari al 15%.

L’outcome principale consisteva nel predire la prevalenza della gengivite in forma generalizzata, definita clinicamente come la presenza di sanguinamento al sondaggio in almeno il 30% dei siti. La valutazione del bleeding on probing era stata eseguita sui pazienti di entrambi gli studi.
Diversi predittori anamnestici sono stati sottoposti a regressione logistica, al fine di valutarne l’impatto in relazione alla patologia. I 4 possibili predittori self-reported, domande su sanguinamento in corso di spazzolamento, alitosi e alterazioni del gusto sono stati tutti convertiti in valutazioni dicotomiche. Curiosamente, la domanda sulla presenza di sanguinamento durante spazzolamento è risultata poco sensibile ma altamente specifica se formulata in forma dicotomica, viceversa all’interno di una scala Likert. Al fine di garantire la massima accuratezza, gli autori hanno definito un modello che unisce, al dato soggettivo, l’abitudine al fumo, le abitudini di igiene orale e i pregressi trattamenti di scaling e polishing.

In conclusione, gli autori hanno constatato la necessità di implementare la rilevazione self-reported del sanguinamento in corso di spazzolamento in forma di scala Likert. Questa, anche non inclusa nel modello predittivo codificato, che comprende altri elementi anamnestici, garantirebbe di per sé sola la sensibilità necessaria a un test di screening.

Ponendo, invece, la domanda sul sanguinamento gengivale in forma dicotomica, prima della visita, data l’elevata specificità, non è possibile invece escludere a priori la gengivite in assenza di sanguinamento riferito.

Riferimenti bibliografici sulla gengivite

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33752651/

Gengivite: modello predittivo anamnestico - Ultima modifica: 2021-04-05T06:59:40+00:00 da redazione

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