Andi: le reazioni all’emendamento Endrizzi sono basate sul nulla

Carlo Ghirlanda, presidente Andi

L'emendamento Endrizzi (M5s) depositato in commissione Bilancio del Senato in riferimento alla legge di Bilancio 2020,  introduce un vincolo all'esercizio dell'attività odontoiatrica in forma societaria. Con l'approvazione dell'emendamento (firmato Endrizzi, con Dell'Olio, Puglia e Pirro), tale attività sarà consentita solo ai modelli societari che entro il 2022 assumeranno veste e forma di società fra professionisti iscritte al relativo Albo professionale.

Le reazioni, prima di Ancod (Associazione nazionale centri odontoiatrici)  poi di Amico (Associazione medici e igienisti centri odontoiatrici) non si sono fatte attendere, così come la loro paura sui possibili rischi occupazionali che l'approvazione di una simile norma comporterebbe.

Una preoccupazione infondata

"Si tratta di un elemento privo di qualsiasi fondamento", dice Carlo Ghirlanda, presidente dell'Associazione nazionale dentisti italiani (Andi), "utilizzato strumentalmente per eludere la reale natura della questione che deve invece porre al centro del dibattito la salute e la appropriatezza delle cure dentali prestate ai cittadini.

Sono basate sul nulla le dichiarazioni di stampa seguite alla mozione dell’On. Gribaudo e all’emendamento del Sen. Endrizzi sull’obbligo dell’esercizio dell’odontoiatria in forma societaria unicamente in veste di STP - Società Tra Professionisti- entro due anni dalla approvazione della nuova legge.

Nessuno chiede la chiusura di questi centri e, di conseguenza, non esiste alcun rischio occupazionale: sarà una loro libera scelta se adeguarsi alle regole indispensabili per realizzare un corretto servizio di salute per il cittadino, anteposto alle esigenze del capitale, e che scongiuri il rischio di perseguire la sola soddisfazione di budget economici e di risultati finanziari a discapito della reale esigenza di cura".

Cosa propone invece davvero l'emendamento Endrizzi

La norma proposta, sottolinea Ghirlanda, non fa altro che meglio interpretare l’ordinamento vigente e permetterà comunque alle società commerciali odontoiatriche attualmente operanti di adeguarsi e di proseguire la loro attività, garantendo la continuità per tutti i posti di lavoro attuali. Quello che cambierà è la proporzione di quote societarie tra capitale e medici odontoiatri, una variazione che secondo Andi consentirà di rimette al centro la prestazione professionale, garantita eticamente, al servizio del cittadino.

Una norma a tutela dei cittadini

“La frequente chiusura e il fallimento di numerosi Centri Commerciali Odontoiatrici", conclude Ghirlanda, "ha lasciato migliaia di pazienti in cura presso di loro abbandonati a se stessi; la trasformazione delle attuali società in STP, per le caratteristiche proprie di tale soluzione, non consentirà più che avvengano ulteriori truffe o situazioni che lascino soli i pazienti nelle loro esigenze di salute odontoiatrica. Andi conferma il pieno sostegno alle iniziative parlamentari in atto e seguirà con attenzione lo sviluppo del dibattito in corso con lo scopo di definire nuove formule in grado di coniugare salute, lavoro e progresso tecnologico per un modello di odontoiatria socialmente sostenibile".

Andi: le reazioni all’emendamento Endrizzi sono basate sul nulla - Ultima modifica: 2019-11-22T15:26:00+00:00 da Pierluigi Altea
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