Dopo Ancod, anche Amico reagisce all’emendamento Endrizzi

L'emendamento Endrizzi non piace neppure all'Associazione medici e igienisti centri odontoiatrici (Amico). La nuova associazione rappresenta i medici e gli igienisti che lavorano presso le imprese che operano nella sanità privata in ambito odontoiatrico, un settore, in forte crescita, che conta circa 800 cliniche, oltre 7mila medici odontoiatri, 8mila dipendenti e circa 700 milioni di fatturato.

Dopo Ancod, anche Amico esprime profonda preoccupazione per l’emendamento presentato nella Legge di Bilancio 2020 dal senatore Giovanni Endrizzi del M5s (prima firma Endrizzi, con Dell'Olio, Puglia e Pirro). Un emendamento che, se venisse approvato,  renderebbe inammissibile per le società costituite in forma di Srl e Spa operare all’interno del settore odontoiatrico.

La reazione di Amico all'emendamento Endrizzi

"Riteniamo che tutto ciò sia quantomeno irragionevole in un momento congiunturale certamente non favorevole per il nostro Paese", denuncia Antonio Albanese, presidente di Amico. Secondo Albanese, consentire l'esercizio dell'attività odontoiatrica in forma societaria esclusivamente ai modelli societari che assumano veste e forma di società fra professionisti iscritte al relativo Albo professionale, come prevede appunto l'emendamento, "impedirebbe ad una fascia considerevole di popolazione di accedere a cure odontoiatriche di qualità e a costi accessibili. Non si capisce quale possa essere il vantaggio apportato ai cittadini dalla messa a rischio della sussistenza di così tante strutture".

A tal proposito, per scongiurare tale pericolo, Amico ha già chiesto un incontro urgente con i vertici del Ministero della Salute.

Dopo Ancod, anche Amico reagisce all’emendamento Endrizzi - Ultima modifica: 2019-11-22T14:23:49+00:00 da Pierluigi Altea
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