La candidosi orale rappresenta una delle infezioni opportunistiche più comuni del cavo orale e, negli ultimi anni, ha attirato crescente attenzione per il suo legame con il microbioma. Un recente studio condotto presso il Dipartimento di Microbiologia Medica, Facoltà di Medicina, Università di Malaya, Kuala Lumpur (Malesia), ha analizzato in profondità le modifiche del microbioma nei pazienti affetti da questa condizione. Con l'obiettivo di comprendere cosa accade non solo durante l’infezione, ma anche dopo che i pazienti sono stati sottoposti alla terapia antifungina. Queste osservazioni hanno consentito di interpretare la candidosi non più come un singolo evento isolato, bensì come l’espressione di uno squilibrio complesso dell’ecosistema orale.

Disbiosi durante la candidosi orale: cosa cambia davvero

Durante la fase attiva della candidosi, i ricercatori hanno osservato nei pazienti una marcata disbiosi. In particolare, alcune specie batteriche opportuniste aumentano in modo significativo nel cavo orale. Al contrario, i batteri associati a uno stato di salute orale tendono a ridursi. Questo squilibrio altera le normali interazioni tra microrganismi. Inoltre, può favorire la persistenza dell’infezione. Non si tratta quindi solo della proliferazione di Candida, ma di un vero e proprio riassetto dell’intero microbioma presente nel cavo orale. Questo dato rafforza l’idea che l’ambiente orale giochi un ruolo determinante nella progressione della patologia.

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Guarigione clinica ma non biologica

Dopo essere stati sottoposti al trattamento antifungino, i pazienti mostrano un miglioramento clinico evidente. Tuttavia, i dati microbiologici raccontano una storia diversa. Il microbioma orale, infatti, non ritorna rapidamente a uno stato di equilibrio. Alcune alterazioni persistono anche dopo la scomparsa dei sintomi legati alla infezione. Questo aspetto è particolarmente rilevante. Suggerisce infatti che la terapia elimina il fungo, ma non ripristina completamente l’ecosistema. Di conseguenza, il paziente potrebbe rimanere in una condizione di maggiore vulnerabilità. Questo potrebbe spiegare, almeno in parte, la tendenza alle recidive.

Implicazioni cliniche e prospettive future

Questi risultati aprono nuove riflessioni per la pratica odontoiatrica. Innanzitutto, diventa importante considerare il microbioma come un target terapeutico. Non basta più intervenire solo contro la Candida. Potrebbe essere utile affiancare strategie che favoriscano il riequilibrio batterico. Ad esempio, si potrebbe valutare l’uso di probiotici o approcci mirati alla modulazione del biofilm. Inoltre, il monitoraggio microbiologico potrebbe acquisire un ruolo più centrale. Lo studio, pubblicato sulla rivista Clinical Oral Investigations, sottolinea quindi la necessità di un cambio di prospettiva, da un approccio antifungino a uno ecosistemico.

Candidosi orale e microbioma: 2 elementi, uno studio innovativo - Ultima modifica: 2026-04-24T15:32:06+02:00 da Pierluigi Altea
Candidosi orale e microbioma: 2 elementi, uno studio innovativo - Ultima modifica: 2026-04-24T15:32:06+02:00 da Pierluigi Altea