Emendamento Endrizzi: la reazione ferma e decisa di Ancod

L'emendamento Endrizzi, così ormai è conosciuta nel settore odontoiatrico la proposta contenuta nella legge di Bilancio 2020 presentata dal senatore Giovanni Endrizzi (M5s) (prima firma Endrizzi, con Dell'Olio, Puglia e Pirro) e depositata in commissione Bilancio del Senato, sta facendo discutere. "A partire dal 1 gennaio 2022", si legge nell'emendamento, "l'esercizio dell'attività odontoiatrica in forma societaria è consentito esclusivamente ai modelli societari che assumono la veste e forma di società fra professionisti iscritte al relativo Albo professionale". Una proposta che, denunciano i rappresentanti dei centri odontoiatrici presenti in Italia, se venisse approvata metterebbe a rischio 17mila posti di lavoro, peggiorando ulteriormente la già grave situazione occupazionale italiana.

Michel Cohen, presidente di Ancod

La reazione di Ancod

Non si è fatta attendere la risposta ferma e decisa dell'Associazione nazionale dei centri odontoiatrici (Ancod) all'emendamento Endrizzi. “Siamo scioccati che possa accadere, nelle more della Legge di Bilancio", dice Michel Cohen, presidente di Ancod, "che passi per esclusivo interesse degli studi professionali gestiti da singoli dentisti un provvedimento incostituzionale, chiaramente contrario alla libertà d’impresa, alla libera concorrenza, ma soprattutto senza alcun senso perché sono proprio i gruppi organizzati dell’odontoiatria a offrire soluzioni di qualità alle fasce più deboli, oggi non coperte dai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)".

Un'occasione per difendersi anche da altri attacchi

Oltre a questo, Ancod denuncia il continuo attacco nei confronti dei suoi associati, con riferimento al presunto "sfruttamento e svilimento degli odontoiatri che collaborano con noi", aggiunge Cohen, "affermazione che non trova alcun fondamento nella realtà considerato l’alto grado di fidelizzazione dei professionisti che prestano la propria attività nelle nostre strutture. Siamo anche stufi di essere additati come odontoiatria low cost - visto che i gruppi organizzati hanno un prezzo medio nel mercato e offrono eccellenti standard di qualità e di materiali e attrezzature, cosa che non si può dire per tutti gli studi dentistici tradizionali - e non accettiamo più le accuse di eseguire trattamenti non necessari vista la totale indipendenza clinica degli odontoiatri nei confronti dei pazienti”.

Dalla Commissione Bilancio alla Commissione Europea

Infine, proprio in riferimento alla Legge di Bilancio 2019 Art.1, comma 525 e 536, legge n. 145/2018, Ancod fa sapere di aver già presentato una denuncia formale alla Commissione Europea con l’auspicio dell’apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia. Allo stesso modo, l’Associazione ha coinvolto l’Antitrust che già si era espressa contro la legittimità di queste norme, le quali, secondo il parere pro veritate dell’avvocato Vincenzo Cerulli Irelli, noto costituzionalista e professore Ordinario di Diritto Amministrativo presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma “Sapienza”, sarebbero da ritenersi anticostituzionali e in contrasto con la normativa europea.

 

Emendamento Endrizzi: la reazione ferma e decisa di Ancod - Ultima modifica: 2019-11-22T10:40:06+00:00 da Pierluigi Altea
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