Cos’è la “chronodentistry”?

Come suggerisce il nome, la cronobiologia è una branca della biologia dedicata allo studio di quei fenomeni dotati di una ciclicità. In questo senso, il ritmo circadiano è senza dubbio il più studiato e conosciuto, anche dalla popolazione generale, con particolare riferimento alle applicazioni in endocrinologia, ovvero alla secrezione di molti ormoni (si pensi alla melatonina). In realtà, esistono ritmi che coprono tempi inferiori alle 24 ore (ultradiani, tra cui il ritmo circatidale, legato alle maree) e anche superiori: stagionalità, cicli annuali e anche cicli legati alle fasi lunari (circalunare). Il ciclo ovarico è un esempio evidente di ciclo circamensile.

Tali processi sono regolati da precisi meccanismi a livello molecolare, tanto da poter parlare a tutti gli effetti di “orologi molecolari”, sulla cui base sono state definite forme di cronoterapia e cronofarmacologia.

Anche le applicazioni in campo medico della cronobiologia sono trasversali e spaziano dai disturbi del sonno, alla geriatria, alla medicina dello sport. Dal punto di vista organico, possono essere coinvolti i sistemi endocrino, nervoso, cardiovascolare, respiratorio, tegumentario, locomotore e anche gastroenterico. Un interessante articolo, a cura di Janjić e Agis, apparso di recente su BioMed Central Oral Health considera dettagliatamente le possibili applicazioni nel campo della medicina orale. Suggerendo la lettura del testo integrale, questa breve trattazione vuole considerare esclusivamente gli aspetti clinici. Gli autori considerano tutte le principali discipline odontoiatriche: chirurgia orale e maxillo-facciale (soprattutto per quanto concerne l'ambito oncologico), conservativa ed endodonzia, parodontologia, ortodonzia. Qui di seguito si farà riferimento a questi ultimi due ambiti.

In parodontologia, un incremento della concentrazione di interleuchina 1β nel fluido crevicolare rappresenta un marcatore di gengivite e parodontite, mentre un decremento del mediatore è indicativo di trattamento efficace. È stato tuttavia valutato l'andamento nel corso della giornata, anche in assenza di infiammazione parodontale. È pertanto utile indicare il momento più adatto alla misurazione, contando che diverse ricerche indicano l'IL-1β come un marker che nel prossimo futuro entrerà a far parte della clinica.

L'osteocalcina è una componente della matrice extracellulare ossea, utilizzata come marker di sintesi del tessuto. È stato riportato un incremento nella produzione di osteocalcina nel passaggio da un'applicazione di un dispositivo ortopedico a livello mandibolare dalle 12 alle 24 ore. La promozione dell'attività dell'osteocalcina sarebbe sottoposto a una regolazione oscillatoria. Questo aspetto – del tutto esemplificativo: sono in corso anche studi dedicati al ruolo del metabolismo osteoclastico – potrebbe condizionare l'approccio futuro alla terapia ortopedica-ortodontica nel paziente in crescita.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6375164/

Cos’è la “chronodentistry”? - Ultima modifica: 2019-04-07T11:30:41+00:00 da redazione
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