Correzione della terza classe nel soggetto in crescita e possibile prevenzione delle apnee del sonno

DM_il dentista moderno_apnee ostruttive

L’impiego di sistemi di avanzamento mandibolare e maschere facciali, con o senza l’associazione dell’espansore rapido del palato rappresenta oggi una procedura routinaria, in ambito ortopedico-ortodontico, nell’approccio alle malocclusioni di III classe, tradizionalmente considerate tra le più refrattarie a trattamento.

L’obiettivo finale della terapia è, evidentemente, l’avanzamento del mascellare superiore. Alcuni autori hanno osservato come tale spostamento sia in grado di indurre modificazioni sui tessuti circostanti, arrivando a impattare sulle dimensioni delle vie aeree superiori. In questo senso, si rileva un crescente interesse in letteratura: in generale, la correzione delle malocclusioni, insieme con il controllo del peso (tema anche questo assai sentito nella pediatria italiana), gioca un ruolo preventivo di alcuni disturbi respiratori. nel caso specifico, l’avanzamento mandibolare sarebbe in grado di prevenire l’insorgenza della sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS). Questa rappresenta una patologia relativamente diffusa nella popolazione e beneficia di un approccio precoce, che anticipi le eventuali complicanze maggiori.

Analizzando la letteratura, si rilevano studi secondo cui l’avanzamento mandibolare determini miglioramento solo dei diametri nasofaringei, altri che sostengono che migliori anche quelli orofaringei.

Al fine di valutare al meglio le evidenze sul tema e di fornire un’indicazione evidence-based, un gruppo multicentrico italo-spagnolo ha condotto una revisione sistematica della letteratura con meta-analisi. Questa è stata recentemente pubblicata sullo European Journal of Paediatric Dentistry.

La ricerca, aggiornata a fine 2019, ha coinvolto le banche dati PubMed, Medline, Scopus, The Cochrane Library, EMBASE, System for Information on Grey Literature in Europe. Partendo da 87 abstract selezionati, sono stati valutati 32 full text e, di questi, 8 studi sono stati inclusi nella valutazione quantitativa e, quindi, in quella quantitavia. Questi lavori erano stati pubblicati tra il 2007 e il 2019 e il punteggio della Newcastle-Ottawa scale (NOS) è risultato compreso tra 6 e 9, indicativo di una qualità mediamente elevata.

La meta-analisi comprende due protocolli terapeutici: 4 studi hanno valutato la semplice applicazione di dispositivi di avanzamento mascellare (113 pazienti caso contro 65 controlli), gli altri 4 l’avanzamento combinato con l’espansione rapida del palato (137 casi e 87 controlli).

I risultati attestano come l’avanzamento semplice induca un aumento dimensionale a livello nasofaringeo, sia nella misurazione più craniale che in quella più caudale. Al contrario, alla tecnica combinata a espansione palatina non segue un incremento significativo dei diametri sagittali, mentre risulta non misurabile la dimensione trasversale.

In conclusione, gli autori, dopo aver fatto il punto sull’evidenza, si propongono di implementarla, impostando un ampio set di misurazioni standardizzate e ulteriori trial clinici randomizzati.

Riferimenti bibliografici

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33337900/

 

Correzione della terza classe nel soggetto in crescita e possibile prevenzione delle apnee del sonno - Ultima modifica: 2020-12-26T06:53:25+00:00 da redazione

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