Aspetti biologici e clinici delle sinusiti odontogene

4. Sinusite mascellare in esiti di osteotomia secondo Le Fort (classe 1a). Immagine TC coronale in cui è possibile osservare come il processo flogistico in questo caso sia limitato al solo seno mascellare di destra, dove aggetta un impianto e dove è possibile osservare, a livello della parete laterale, la presenza di residui mezzi di sintesi che possono ulteriormente agire da focus infettivo.

Sinusiti e rinosinusiti costituiscono le complicanze potenziali di alcune condizioni patologiche o trattamenti di competenza odontoiatrica. Interessante come sia stato recentemente appurato il coinvolgimento eziopatogenico di specie batteriche in grado di svilupparsi all’interno del biofilm.

Quelle che si definiscono dunque sinusiti odontogene rappresentano delle complicanze anche severe, meritevoli di intervento immediato e spesso multispecialistico. Diagnosi e trattamento richiedono infatti sistematicamente il consulto specialistico da parte dell’otorinolaringoiatra.

La definizione clinica di sinusite non è sempre immediata e i criteri possono alle volte risultare controversi. La sintomatologia comprende dolore, rinorrea o ostruzione nasale, odore cattivo e altro. Nella maggior parte dei casi la diagnosi definitiva non prescinde dall’imaging degli spazi paranasali.

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Come diagnosticare una sinusite odontogena

La tomografia computerizzata cone beam CBCT rappresenta oggi il gold standard nell’indagine dei sospetti di sinusite odontogene, dato che fornisce l’immagine maggiormente ricca dei seni e dei relativi rapporti topografici. All’esame tridimensionale, l’aspetto patognomonico è quello di un aumento di spessore della mucosa di rivestimento oltre la soglia di 2 mm (e fino a 15 volte la norma), con ottundimento più o meno evidente della cavità propriamente detta. Un ragionevole sospetto di eziologia odontogena lo si ha quando la patologia si concentra in corrispondenza di un sito postestrattivo o di un elemento interessato da processi degenerativi (endodontici o parodontali). In uno studio di carattere anatomopatologico, Bauer ha dimostrato la possibile migrazione del processo infiammatorio anche in assenza di perforazione della corticale ossea del pavimento sinusale e, segnatamente, antrale. In condizioni di elevato grado di pneumatizzazione, il confine anatomico coincide praticamente con il mucoperiostio. I primi due molari superiori sono in effetti i due elementi maggiormente coinvolti in tale quadro clinico. Nella maggioranza delle infezioni a origine odontogena, comunque, la lesione predisponente è di tipo chirurgico: secondo la revisione sistematica di Akhlaghi, la prima causa di sinusite odontogena è la fistola oroantrale. Non si tratta però dell’unico tipo di intervento potenzialmente interessato: sempre per quanto riguarda le chirurgie estrattive, dislocazione nel seno di frammenti dentari. Oltre a questo, la sinusite è una fra le complicanze più temibili nella chirurgia del rialzo di seno mascellare. La sinusite come conseguenza di processi infettivi a carico dell’innesto è un argomento in realtà dibattuto, soprattutto se non in contemporanea con complicanze intraoperatorie.

Esiste anche la possibilità che l’impianto vada a dislocarsi all’interno della cavità, inducendo una risposta da corpo estraneo. Nel momento in cui si decide di inserire un impianto in zona mascellare lateroposteriore senza ricorrere al rialzo di seno, un interessamento patologico della cavità paranasale risulta essere un’evenienza rara.

Aspetti biologici e clinici delle sinusiti odontogene - Ultima modifica: 2017-11-30T07:21:35+00:00 da redazione

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