Recessioni gengivali: fattori predisponenti e ruolo del trattamento ortodontico

Recessioni gengivali: fattori predisponenti e ruolo del trattamento ortodontico

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DM_il dentista moderno_parodontologia_eziologia delle recessioni gengivali

Il paziente ortodontico, specie se adulto, è spesso motivato da esigenze estetiche legittimamente elevate. Dall’altra parte, l’adulto è anche esposto a condizioni – patologie o semplici disestetismi – infrequenti nel soggetto pediatrico: tra di esse si ritrovano le recessioni gengivali.

Nella sua revisione del 2016, Jati fa riferimento a tre fattori importanti fattori predisponenti le recessioni, uno dei quali è rappresentato dalle deiscenze (e fenestrature, lesioni poco diverse e pertanto assimibilabili). Queste possono innalzare il rischio di recessioni e sono a loro volta facilmente presenti in corrispondenza di elementi dentari malposizionati, per ragioni naturali o iatrogene. Il secondo quadro è abbastanza tipico dei canini sottoposti a trazione ortodontica in fase eruttiva o comunque indotto all’uprighting. Diverse fonti, alcune delle quali ormai remote nel tempo, si concentrano invece particolarmente sugli incisivi inferiori.

In ogni caso, va da subito chiarito che non esiste evidenza del fatto che la terapia ortodontica costituisca di per sé una causa diretta di recessioni.

Dati della letteratura: correlazione tra orotodonzia e recessioni gengivali

I dati di prevalenza esposti nel recente studio di Morris e colleghi, in effetti, riportano interessamento minimo degli incisivi mandibolari. Dal 5.8% post-trattamento si passa al 41.7% dopo la ritenzione, ma con solo il 7.1% di recessioni superiori al millimetro. Le sola – debole – correlazione positiva è stata riconosciuta a livello dell’arcata superiore.

Il rischio deve essere dunque contemplato in circostanze, anche anatomiche, precise e dopo riarrangiamento dell’osso alveolare. La formazione di deiscenze o fenestrature può manifestarsi a fronte di spostamenti diretti verso una corticale ossea particolarmente sottile. Per quanto interessa i tessuti molli, si consideri lo stato della gengiva marginale – clinicamente parlando, il biotipo. Lo spostamento ortodontico consigliato in questi casi è necessariamente lieve, bilanciato e dovrebbe coinvolgere preferibilmente un gruppo di denti piuttosto che un singolo elemento. Una volta esposta la radice, la rapida colonizzazione da parte dei batteri ha un effetto tossico per i cementoblasti: andando a riparare il difetto, ciò che si ottiene è dunque un epitelio giunzionale lungo. Approcciando il caso dal punto di vista ortodontico, riportando cioè il dente in posizione lingualizzata, risulta comunque consigliabile agire in tempi stretti. L’intervento ortodontico può anche agire in altro modo: ad esempio, nel caso di recessioni V-shaped, frequentemente associate a trauma occlusale, il trattamento può essere indirizzato a rimuovere l’interferenza.

Considerando infine i possibili trattamenti, si consiglia la lettura della revisione di Chatzopoulou e Joahl (Seminars in Orthodontics, marzo 2015), la quale fornisce un aggiornamento dell’approccio clinico dal punto di vista dell’ortodontista.

Riferimenti bibliografici

Gingival recession: its causes and types, and the importance of orthodontic treatment Ana Suzy Jati Laurindo Zanco Furquim Alberto Consolaro

Relationship between orthodontic treatment and gingival health: A retrospective study Fatma Boke, Cagri Gazioglu, Sevil Akkaya, Murat Akkaya

Prevalence of gingival recession after orthodontic tooth movements, Jason W.Morrisa Phillip M.Campbell Larry P.Tadlock JimmyBoley Peter H.Buschang

Management of gingival recession in the orthodontic patient Dominiki Chatzopoulou Dipds, MClin Dent in Perio (Eng) AmaJohalBDS, PhD, FDS

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