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Riassunto
Obiettivi. Lo scopo del presente studio è quello di effettuare una revisione della letteratura al fine di valutare i limiti che si possono incontrare nell’effettuare una terapia ortodontica nel paziente adulto.
Dati. I dati inseriti su PubMed furono: “adult OR limit AND orthodontics”.
Fonti. La ricerca degli articoli scientifici è stata effettuata sul database della US National Library of Medicine tramite il servizio PubMed.
Risultati. Sono stati trovati 81 articoli e da questo screening sono stati selezionati 20 lavori affini alla nostra ricerca di cui è stato valutato il full text.
Conclusioni. Negli ultimi anni si è posta sempre maggior attenzione nella comprensione dei limiti del trattamento ortodontico dell’adulto. Un piano di trattamento adeguato e personalizzato deve essere formulato per il paziente adulto basandosi sull’attenta valutazione dell’interazione tra fattori biologici, psicosociali e meccanici.

Summary
Limitation of adult orthodontics
Aims. This study is based on a literature review in order to evaluate limitations in adult orthodontics.
Data. The words used in PubMed research were: “adult OR limit AND orthodontics”.
Source. The literature review was based on US National Library of Medicine using PubMed.
Article selection. We found a total of 81 articles; 20 articles related to our reserch were selected and the full text was evaluated.
Conclusion. With appropriate treatment planning and selection of the patients, the orthodontic therapy can be accomplished successfully elderly patients.

Beatrice Monti1
Sara Salvadori1
Simona Maria Tripodi1
Cinzia Maspero2
Giampietro Farronato3
1DDS, Reparto di Ortognatodonzia, Università degli Studi di Milano
2MD, DDS, Dirigente Medico, Reparto di Ortognatodonzia, Università degli Studi di Milano
3MD, DDS, Direttore della Scuola di Specializzazione di Ortognatodonzia, Università degli Studi di Milano

Fino a pochi anni fa il trattamento ortodontico negli adulti era inconsueto. Nel 1970 meno del 5% di tutti i pazienti ortodontici aveva 18 o più anni di età. Dal 1990 questa categoria ha raggiunto il 25% e negli anni Ottanta il maggior incremento in ambito ortodontico si riferisce proprio al gruppo dei pazienti adulti. Negli anni novanta il numero dei bambini trattati negli studi ortodontici è cresciuto nuovamente. Sebbene il numero degli adulti che si sottopongono a un trattamento complessivo è rimasto pressoché costante dopo la punta raggiunta del 1990, verso la fine di questo decennio gli adulti rappresentavano il 15% di tutti i pazienti ortodontici. La tendenza più recente sembra vedere un incremento del gruppo degli adulti meno giovani (di 40 anni e oltre), che per la maggior parte sono attualmente candidati a un trattamento ortodontico complessivo, piuttosto che parziale. Gli adulti che intraprendono un trattamento ortodontico stanno aumentando considerevolmente e tale fenomeno è imputabile alle sempre maggiori esigenze estetiche della società moderna Non ci sono differenze fondamentali tra il trattamento negli adulti e quello nei bambini. La risposta a una forza ortodontica può essere più lenta in un adulto rispetto a un bambino, mentre lo spostamento dentale avviene in modo simile a tutte le età1. Dopo il notevole incremento numerico dei pazienti adulti trattati, molti Autori hanno posto l’attenzione sulle limitazioni al loro trattamento. Il crescente interesse nella ricerca dei limiti del trattamento ortodontico nei pazienti adulti dipende proprio dal sempre maggior numero di pazienti che vi si sottopongono. Scopo del presente studio è quello di valutare le limitazioni che si presentano nel trattamento ortodontico del paziente adulto.

Materiali e metodi

Questo lavoro consiste in una revisione critica della letteratura effettuata con un approccio di tipo sistematico allo scopo di analizzare i limiti che incorrono nel trattamento ortodontico del paziente adulto. Il protocollo stilato prima di procedere alla revisione comprende criteri di inclusione ed esclusione che hanno determinato la scelta o meno di ogni lavoro. La ricerca degli articoli scientifici è stata effettuata sul database della US National Library of Medicine tramite il servizio PubMed. Le parole chiave stabilite – adult OR limits AND Orthodontics – sono state inserite su PubMed e nel tentativo di concentrare la ricerca sono stati posti i seguenti limiti:

  • anno di pubblicazione compreso tra il 1964e il 2011;
  • tipo di studio RCT, review e meta-analysis;
  • lingua di pubblicazione inglese e italiano;
  • pubblicazione su dental journals.

La ricerca mostra 81 articoli (RCT, review). I titoli e l’abstract di ogni articolo sono stati letti e valutati andando a includere gli studi clinici, randomizzati e controllati. Sono stati esclusi gli articoli nei quali scopo e risultati non erano attinenti e quelli di cui non era disponibile l’abstract. Da questo screening sono stati selezionati 20 articoli di cui è stato ricercato e valutato il full text.

Discussione

Secondo Seide2 i limiti di cui sopra comportavano sostanzialmente una scarsa collaborazione da parte dei pazienti e le caratteristiche dell’osso attorno ai denti. Baum3 mostrava preoccupazione riguardo al fatto che il processo alveolare potesse non avere una forma corretta o un sufficiente spessore per consentire i movimenti dentari richiesti. L’osso corticale preoccupava anche Diedrich, che riteneva che gli elementi dentari non potessero essere spostati nel seno mascellare. Una serie di lavori esprimeva preoccupazione riguardo al trattamento di pazienti adulti. Levitt4 notava che i denti affetti da malattia parodontale risultavano spesso molto mobili e pertanto non in grado di poter fungere da ancoraggio. Chasens5 elencava le successive situazioni cliniche in cui era necessario evitare un trattamento ortodontico:

  • infezioni e infiammazioni non controllate;
  • mancanza di contenzione per la stabilizzazione dei denti nella nuova posizione;
  • inadeguato spazio per il movimento dentario;
  • movimento dentario che non migliorerà la salute parodontale, la funzione e l’estetica;
  • movimento dentario con ancoraggio inadeguato;
  • movimento dentario in un ambiente sfavorevole;
  • carenza di motivazione e di collaborazione da parte del paziente;
  • movimenti dentari in pazienti affetti da patologie sistemiche intrattabili o di difficile controllo.

Chasens metteva anche in guardia gli ortodontisti dall’intraprendere un trattamento che non fosse in grado di raggiungere i risultati desiderati. I pareri relativi alle limitazioni ortodontiche esprimono molto spesso le esperienze negative dei diversi Autori e non sono realmente basati su dati di tipo meccanico o biologico. In generale si può affermare che, nella discussioni su limitazioni ai trattamenti ortodontici negli adulti, esistono due importanti categorie di fattori: quelli intrinseci (per esempio di natura biologica) e quelli estrinseci (per esempio, quelli correlati ai sistemi biomeccanici).

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