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6. Prova metallo di corona ottenuta con impronta tradizionale.

Riassunto
Una presa di impronta precisa e prevedibile e la registrazione occlusale sono da sempre le procedure più difficili da effettuare. Il successo dei nostri restauri di protesi fissa, corone e ponti, dipende dalla precisione delle diverse fasi del processo di impronta, che comprendono il rilevamento, la colatura dei modelli, il taglio e la squadratura dei monconi. Una nuova tecnologia di scanner intraorale digitale Cadent iTero (Align Tecnology, San Jose, California, distribuito da Straumann Basilea – Svizzera) propone un’alternativa all’impronta tradizionale, utilizzando scansioni laser e ottiche per catturare in maniera digitale la superficie e i contorni del dente e delle strutture gengivali. Questo lavoro si propone di discutere questa nuova tecnologia e di spiegare il suo utilizzo attraverso un caso clinico di corona in metallo ceramica su un elemento singolo, comparando un’impronta digitale a una convenzionale. Al fine di verificare la chiusura marginale della tecnica di impronta digitale sono state eseguite delle sottostrutture in zirconia seguendo la metodica iTero e delle sottostrutture metalliche con tecnica tradizionale su due monconi protesici. Le misurazioni effettuate con un microscopio ottico indicano che tutti i campioni presentano un adattamento marginale entro i limiti stabiliti dalle specifiche ADA#8.

Summary
Precise and predictable impression and bite registration procedures are since ever difficult to perform. The success of our fixed prosthetic restorations, crowns and bridges, depends on the accuracy of the different phases of the impression, including mould preparation, the casting of the models, cutting and trimming of the abutments. A new technology of digital intraoral scanner Cadent iTero (Align Tecnology, San Jose, California; Straumann AG Basel – Switerland) offers an alternative to traditional impression, using optical and laser scanning to capture a digital image of the surface and contours of the tooth and the related gum structures. This paper aims to discuss this new technology and to explain its use thorough a case study of a metal ceramic crown on a single element reconstruction, comparing conventional to a digital impression. In order to verify the marginal fit of the digital technique impression we performed zirconia substructures with iTero technique and metal substructures with a traditional technique on two prosthetic abutments. The measurements made using an optical microscope reveal that all models show a marginal fit within the limits set by the specifications ADA#8.

Andrea Bottino1
Roberto Sola1
Mario Castiglioni2
1Programma di formazione post-universitaria, direttore Dottor Sandro Siervo,
Istituto Stomatologico Italiano, Via Pace 21 – Milano
2Reparto di Protesi, Istituto Stomatologico Italiano, Via Pace 21 – Milano

La fase dell’impronta rappresenta da sempre una grande sfida per il protesista. Se attuiamo una tecnica di impronta tradizionale, il successo dei nostri restauri protesici dipende dal rilevamento della medesima, dalla colatura dei modelli in gesso e dalla squadratura dei monconi, in quanto sono queste le fasi in cui si possono verificare errori e distorsioni rispetto alla reale situazione clinica. L’impronta sarà quindi precisa se sarà accurata, priva di stirature e bolle d’aria, con tutte le informazioni necessarie per l’odontotecnico, quali un margine di fine preparazione continuo e netto, senza aree mancanti, e un oltre fine preparazione adeguatamente leggibile1. Durante la fase di laboratorio, invece, eventuali imprecisioni si possono verificare nella colatura dei modelli oppure nella fase delicata in cui l’odontotecnico procede a scalzare il modello sotto il margine di fine preparazione precedentemente segnato2. Negli ultimi anni l’impronta tradizionale è stata affiancata da sistemi che permettono un’impronta ottica digitale3. Tra questi si trova il sistema Cadent iTero (Cadent, Tel Aviv, distribuito da Straumann, Basilea – Svizzera), che si propone di rilevare l’impronta utilizzando scansioni laser e ottiche per catturare in maniera digitale la superficie dei denti e le strutture gengivali che li circondano. Già nel 2005 Cristensen4ha affermato che nel 50% delle impronte dentali convenzionali non si identifica il punto di inizio del margine della preparazione e, inoltre, vari sondaggi di laboratorio hanno indicato che il 90% delle impronte dentali hanno una registrazione incompleta sulle linee terminali. Queste problematiche rimangono comuni sia alle impronte tradizionali sia a quelle digitali. Per molti anni la tecnologia CAD/CAM è stata utilizzata in campo odontoiatrico esclusivamente dai laboratori odontotecnici, a eccezione dell’unico vero sistema chairside che è rappresentato dal CEREC 3D (Cerec, Sirona Dental System, Bensheim – Germania), un’apparecchiatura di scanner intraorale che permette di ottenere restauri protesici per fresatura di monoblocchi di ceramica o composito prefabbricata5. Recentemente una nuova tecnologia di scansione intraorale è stata introdotta nel campo dell’Odontoiatria: Cadent iTero, un sistema che permette di effettuare scansioni intraorali digitali accoppiate al tradizionale protocollo di laboratorio per la costruzione di restauri fissi protesici. Questa tecnologia, diversamente dal Cerec che si fonda sul principio della campionatura a triangolazione, è basata sul protocollo detto “parallelo confocale” che utilizza scansioni laser e ottiche per rilevare il dente e le sue strutture di sostegno. Gli scanner a campionatura a triangolazione richiedono che i denti siano ricoperti con apposite polveri opache, in quanto le superfici che disperdono la luce irregolarmente e non la riflettono in modo uniforme influenzano la precisione delle scansioni basate sulla triangolazione. La funzione delle polveri è quindi quella di disperdere la luce in uniformemente per migliorare la qualità e la precisione delle sue scansioni. La corretta applicazione e dispersione della polvere sulle superfici dentali è clinicamente un passaggio difficile e non scevro da rischi che possono riflettersi negativamente sulla produzione del manufatto finale6. Le scansioni confocali del sistema iTero, invece, sono in grado di catturare tutti i tipi di materiali che si trovano in bocca quali amalgama, oro, ceramiche, resine e tessuti molli con la stessa accuratezza e senza il bisogno del rivestimento con la polvere per riprodurre una dispersione di luce uniforme, così da poter operare con tecniche di scansione a contatto. Questo lavoro si propone di descrivere l’utilizzo clinico attraverso un caso rappresentativo di una ricostruzione con corona in metallo ceramica su un elemento singolo. Abbiamo inoltre paragonato il manufatto ottenuto con l’impronta digitale con un manufatto ottenuto con impronta convenzionale per valutare la differenza operativa tra le due tecniche.

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