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Da alcuni anni a questa parte si è osservato un accresciuto interesse da parte del mondo odontoiatrico nei confronti di alcune metodiche comprese nell’ambito della chirurgia estetica del viso. Quando non interessato in prima persona, l’odontoiatra può comunque interfacciarsi con un altro specialista, ad esempio nell’ottica di completare un trattamento protesico con un intervento sulle strutture molli circostanti. Tra le proposte cliniche più conosciute si ritrova l’impiego dei filler. Al di là di ogni possibile considerazione, è innegabile il fatto che l’effettuazione di una qualsiasi manovra chirurgica passi in maniera imprescindibile dalla conoscenza delle possibili complicanze e delle relative manovre di gestione clinica. Per questo motivo, a fine 2017 il Journal of Oral and Maxillofacial Surgery ha pubblicato un’interessante revisione delle aree anatomiche soggette a rischio nelle manovre iniettive di filler viso e delle complicanze a cui esse possono risultare soggette.
In questo breve articolo verranno pertanto riproposti alcuni dei casi sopracitati, con esclusivo riferimento ai due terzi inferiori del volto.

Complicanze durante l’impiego di filler in odontoiatria

Le complicanze più considerevoli sono quelle che interessano il distretto vascolare del volto e sono in sostanza di tre tipologie: allergiche, ischemiche da compressione o da somministrazione intravascolare.

Per quanto riguarda la regione malare, la struttura dominante è rappresentata dall’arteria infraorbitaria. Rispetto ai margini della cornice orbitaria inferiore, il foro si trova a metà strada e circa 11 mm inferiormente. In questa regione le iniezioni sono condotte piuttosto profondamente. L’embolizzazione dell’arteria infraorbitaria può causare in particolare danni alla struttura nervosa omologa, ben nota agli odontoiatri.

Per quanto riguarda invece la regione inferiore del volto, la struttura arteriosa principale è il ramo facciale della carotide esterna. Dopo un primo tratto nella regione sottomandibolare, l’arteria scavalca il margine inferiore della mandibola – risulta palpabile presso l’incisura antegoniale – riportandosi sul versante esterno del corpo. L’arteria rilascia anche un ramo sottomentale diretto appunto alla regione del mento. Il tronco principale risale il volto decorrendo in diagonale, profondamente al muscolo platisma. A ridosso delle commessure labiali rilascia le arterie labiali inferiore e superiore. Termina infine ai lati delle ali del naso come arteria angolare. Si faccia particolare riferimento alle iniezioni a livello del labbro inferiore, che devono essere condotte in corrispondenza del bordo del vermiglio, a una profondità non superiore a 2 mm. L’arteria labiale inferiore decorre presso l’interfaccia muscolo-mucosa al di sotto del bordo libero del labbro. In questo sito, la somministrazione intravascolare è in grado condurre a necrosi.

In conclusione, va ribadito come i protocolli operativi e i prodotti impiegati siano comunque sicuri. Le complicanze minoritarie – ad esempio il dolore – sono facilmente controllabili impiegando aghi di calibro ridotto e somministrando le quantità minime necessarie. L’aspirazione preventiva è consigliata nella prevenzione dell’iniezione intravascolare. Alcuni studi ne mettono in dubbio la sicurezza con aghi molto sottili abbinati ad alcuni prodotti: lo studio di Casabona del 2015, comunque, ne rassicura l’uso per quanto riguarda la somministrazione di ialuronato con un ago di almeno 25 gauge.

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