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Breve compendio di endodonzia nel paziente con patologia cronica

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L’endodonzia, pur non essendo una pratica clinica invasiva al pari della chirurgia orale, costringe spesso il paziente a sedute lunghe e stressanti. A partire da questa semplice considerazione, può essere interessante riflettere su aspetti legati alla presenza di condizioni croniche di patologia e i possibili risvolti di interesse endodontico. Non si tratta necessariamente di conseguenze dirette, ma è chiaro che il medico ha la necessità di conoscere le possibili implicazioni dell’anamnesi da lui raccolta. I dati più importanti sono comunque le possibili emergenze mediche e le possibili interazioni farmacologiche, oltre alle relative soluzioni. Il tutto visto principalmente dalla prospettiva dell’endodontista.

Considerando le condizioni cardiologiche di massima gravità, l’urgenza endodontica è probabilmente la situazione tipo per la quale si rende necessario intervenire nel periodo finestra dei 6 mesi. In questi pazienti è fondamentale mantenere al minimo i fattori stressogeni, a partire dal dolore.

Per quanto riguarda le patologie del tratto respiratorio, il dato anamnestico probabilmente più importante riguarda le forme asmatiche su base allergica, condizione che può interessare in primo luogo alcune molecole antibatteriche e in una certa misura taluni anestetici locali. Un secondo aspetto ha a che fare con la premedicazione con farmaci ad azione rilassante, che può essere appunto consigliata in vista di procedure prolungate alla poltrona, in questi pazienti come in effetti in alcuni pazienti cardiopatici. Nel caso dei pazienti asmatici o BPCO, è però obbligatorio evitare farmaci potenziali depressori del respiro.

Nel caso del paziente diabetico, il trattamento endodontico non costituisce di per sé un fattore di rischio. È comunque preferibile programmare appuntamenti mattutini, dopo dieta adeguata e regolare assunzione del farmaco (per os o insulina). Anche nel caso di pazienti in terapia steroidea, sono preferibili gli appuntamenti al mattino.

In alcuni casi, è consigliabile la copertura antibiotica, che in effetti è necessaria in alcune condizioni di interesse endodontico.

Rimanendo in tema di antibioticoterapia, questa rappresenta probabilmente le voce principale per quanto concerne i pazienti epato e nefropatici gravi.

Da ultima, una breve digressione riguardante i pazienti epilettici. Sulla base di quanto riferito dal paziente o dal genitore, è importante che il medico inquadri la realistica possibilità di un evento nel corso del trattamento, il quale come detto può tendere a prolungarsi. Oltre a questo, la pratica endodontica fa largo impiego di strumenti che vengono mantenuti a lungo all’interno del cavo orale e che possono essere dannosi in caso di serramento improvviso. È particolarmente utile, pertanto, riconoscere i segni prodromici e provvedere rapidamente a estrarre dalla bocca gli strumenti in uso. Il concetto è ugualmente valido nel caso in cui l’evento risulti imprevisto.

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