La correlazione tra xerostomia e patologia tumorale

I pazienti oncologici e i trattamenti di queste costituiscono una voce fondamentale in ambito epidemiologico, con una riflessione di natura sociale. La programmazione della politica sanitaria in tutto il mondo occidentale non può prescindere dal considerare il complesso delle malattie tumorali. Queste, infatti, oltre a essere una delle prime cause di morte a livello generale, tendono a limitare in maniera anche rilevante la qualità della vita del malato e possono condizionare anche l’ambiente familiare. I dati sull’incidenza dei tumori vanno anche combinati con le considerazioni sull’invecchiamento della popolazione, il che induce a pensare che il numero di pazienti che richiederanno assistenza sia destinato a salire nelle prossime decadi.

Per quanto questa pagina non sia la sede per fornire indicazioni prettamente specialistiche in ambito oncologico, si può assumere con un certo grado di sicurezza che l’approccio terapeutico moderno nel trattamento dei tumori si stia spostando sempre di più nel solco della multidisciplinarità. Per quanto infatti la terapia non sempre possa indirizzarsi alla restitutio ad integrum, l’obiettivo rimane sempre intercettare il più possibile le conseguenze indesiderate della stessa, che si tratti di chemioterapia, radioterapia, chirurgia ablativa o terapie combinate. L’attenersi a procedure di comprovata efficacia permetterà di garantire al paziente una qualità di vita accettabile, nei limiti imposti dalla patologia.


 

 

Il cavo orale è un distretto fondamentale, tanto per la vita vegetativa, quanto per quella di relazione, e può essere interessato da diverse problematiche, più o meno rilevanti, legate alla terapia.


 

 

Sono a tal proposito disponibili online delle linee guida ministeriali, pensate proprio per coadiuvare l’odontoiatra nell’approccio al paziente oncologico (anche e soprattutto nel caso del soggetto subadulto) e nella scelta del trattamento.

Per quanto, negli ultimi anni, le terapie antitumorali non chirurgiche abbiano conosciuto dei miglioramenti notevoli nella clinica, va ricordato che i chemioterapici permangono una delle classi farmacologiche con il più basso indice terapeutico; anche la terapia radiante, dal canto suo, porta frequentemente degli effetti collaterali.

Un video illustra alcune strategie per il paziente con xerostomia e patologia tumorale 

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Iniziando proprio con la seconda, si ricorda come gli epiteli ghiandolari siano tra le specie tissutali maggiormente sensibili alle radiazioni ionizzanti: nel caso specifico dell’apparato stomatognatico, una sofferenza delle ghiandole salivari maggiori può condurre nell’immediato a xerostomia, la quale può cronicizzare a danno permanente e, quindi, a franca iposcialia. Un altra condizione di particolare gravità è rappresentata dalle cosiddette radiomucositi, corrispettivo della radiodermatite che interessa le mucose orali. Xerostomia e mucosite possono poi predisporre a disfagia, disgeusia, infezioni e a una maggiore cariorecettività. Per quanto riguarda la chemioterapia, questa ha un impatto maggiore a livello sistemico: anemia, trombocitopenia e diminuita conta dei bianchi, aspetti che vanno naturalmente considerati in previsione di qualsiasi terapia elettiva: a tal proposito, la Società Italiana di Chirurgia Orale e Implantologia raccomanda di non astenersi da qualsiasi intervento indaginoso nel caso in cui i valori scendano sotto la soglia di relativa sicurezza (neutrofili >1.000/mm3 e conta piastrinica >50.000/mm3).

La correlazione tra xerostomia e patologia tumorale - Ultima modifica: 2016-06-20T07:35:42+00:00 da redazione

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