Close-up of woman having her teeth examined

La saliva è composta da acqua al 99%, mentre il restante 1% consiste in una varietà di composti organici e inorganici che conferiscono a questo fluido caratteristiche biologiche notevoli. Negli ultimi anni, in diversi campi della clinica medica sono state proposte metodiche diagnostiche basate su test salivari di tipo qualitativo e quantitativo.

Una malattia sistemica a cui la ricerca, anche in ambito odontoiatrico, guarda con grande interesse è di certo quella diabetica.

Il 10-30% dei pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2 si trova soggetto a xerostomia, legata alla poliuria (quindi alla disidratazione) o ad alterazioni della membrana basale delle ghiandole salivari. Altri autori trovano la ragione nelle alterazioni ormonali o, ancora, nella neuropatia diabetica. Secondo alcuni, si osserverebbero anche alterazioni nella composizione del fluido, con incremento della concentrazione di glucosio e del contenuto di mucina, e una diminuzione di molecole antimicrobiche. Il paziente si trova esposto a diverse problematiche odontoiatriche: carie, patologie delle mucose, alterazioni del gusto e altro ancora.

A inizio 2018, un gruppo di ricerca spagnolo ha pubblicato su Oral Pathology & Medicine un interessante studio incentrato proprio sulla valutazione delle alterazioni volumetriche del flusso salivare e la relazione con il sintomo della xerostomia nel paziente diabetico. La secchezza delle fauci condiziona poi negativamente la dieta (difficoltà alla masticazione e alla deglutizione) e la qualità della vita in generale.

L’indagine ha coinvolto 47 soggetti (19 maschi) diabetici con un’età media attorno ai 60 anni e un gruppo controllo sostanzialmente omogeneo per età e composizione. Il modello clinico è quello dello studio prospettico randomizzato.

Utilizzando uno stesso protocollo operativo – convocazione dalle 9 alle 11 della mattina a digiuno da almeno 10 ore – i pazienti sono stati sottoposti a due prelievi di saliva a riposo e dopo stimolazione (per un totale di 4 campionamenti) intervallati dalla somministrazione da un supplemento della dieta, contente il 55% di carboidrati.

Al paziente è stato anche sottoposto un questionario basato su 10 item relativi al sintomo della xerostomia.

L’analisi dei risultati ha evidenziato una riduzione dei flussi salivari nel paziente diabetico rispetto a quello sano, con una differenza risultata però statisticamente significativa per quanto riguarda la salivazione basale.

Per quanto riguarda il dato soggettivo la bocca secca, di per sé risultato incrociato a un effettivo decremento del flusso salivare (aspetto non presente in tutti gli studi di questo tipo), questo è stato riportato dal doppio dei pazienti diabetici: differenza, questa, non statisticamente significativa.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29604122

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