Variabili da considerare nel torque degli incisivi centrali

In presenza di malocclusioni sul piano sagittale: i risultati di uno studio su TC cone beam

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L'inclinazione degli incisivi sul piano sagittale è un elemento importante da valutare al fine di stabilire una relazione occlusale congrua ed esteticamente soddisfacente.

Un dato forse meno indagato in letteratura, rispetto ad altezze e spessori, è rappresentato dalla possibile variabilità morfologica. Bryant, nel 1984, è stato il primo a studiare tale aspetto a livello degli incisivi permanenti, definendo 3 diversi criteri anatomici da valutare. Questa breve trattazione considera le due presenti nello studio recentemente pubblicato da Wang e colleghi su Progress in Orthodontics.

Il primo dato consiste nell'angolazione corona-radice o angolo di Collum (CA), formato dall'asso lungo corono-radicolare e che può costituire un limite al torque radicolare in direzione linguale. Inoltre, è stato rilevato un valore medio di CA nelle II classi scheletriche II divisione significativamente più ampio rispetto alle II classi scheletriche I divisione e alle I classi.

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La seconda variabile è rappresentata invece dall'angolo labiale di superficie (labial surface angle, LSA), formato da una tangente al punto di ancoraggio del bracket sulla superficie vestibolare e l'asse lungo della corona osservata da una posizione prossimale: una variazione significativa di tale angolo può influenzare la precisione del torque e l'inclinazione assiale.

Lo studio in esame ha dunque valutato le variazioni morfologiche includendo appunto queste due variabili, considerandone l'impatto sul torque nel contesto di diverse tipologie di malocclusione.

Gli autori hanno scelto di ricavare i dati da immagini CBCT: sono state osservate 108 indagini tridimensionali relative a pazienti adulti (dai 18 ai 30 anni, età media 25.8), classificati secondo i classici criteri relativi alle malocclusioni sagittali e verticali.

Sul piano sagittale, 24 pazienti sono stati classificati come malocclusione di I classe (1° ≤ ANB ≤ 5°, − 3.6 mm ≤ Wits ≤ 0.7 mm), 20 come II (ANB > 5°, Wits > 2 mm) e 22 come III (ANB < 1°, Wits < -3.6 mm).

Le malocclusioni verticali rientrano tutte in casi di I classe scheletrica: angolo ridotto (SN/MP < 27 °, FHI(S-Go/N-Me) > 68%) in 21 casi, angolo medio (27° ≤ SN/MP ≤ 37° , 62% ≤ FHI(S-Go/N-Me) ≤ 68%) in 24, infine angolo elevato (SN/MP > 37°, FHI(S-Go/N-Me) < 62%) in altri 21.
I valori relativi a entrambe le variabili (CA) e LSA a livello dell'incisivo superiore in II classe e dell'incisivo inferiore in III classe sono risultati significativamente più elevati rispetto alle altre classi sagittali. Non risultano invece differenze significative per quanto concerne le malocclusioni verticali.

I dati evidenziano comunque come le due misurazioni, peraltro tra loro positivamente correlate, considerate all'atto del posizionamento del bracket, siano in grado di influenzare in maniera importante la variazione del torque, predisponendo anche a complicanze a livello della corticale vestibolare (deiscenze-fenestrature) e della radice.

Riferimenti biubiliografici

https://www-ncbi-nlm-nih-gov.pros.lib.unimi.it:2050/pmc/articles/PMC6527728/

Variabili da considerare nel torque degli incisivi centrali - Ultima modifica: 2019-07-16T07:42:53+00:00 da redazione

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