Valutazione precoce dell’inclusione del terzo molare su CBCT

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Il terzo molare è notoriamente caratterizzato da variabilità anatomica ed è frequentemente soggetto ad alterazioni di vario tipo. È, ad esempio, l'elemento che più frequentemente va incontro tanto ad agenesia quanto ad inclusione.

Si definisce inclusione la mancata eruzione di un elemento dentale oltre i tempi fisiologicamente attesi; tale precisazione è importante per la distinzione con l'elemento inclusio che, invece, conserva ancora il potenziale eruttivo. L'elemento incluso e, in particolare, il dente del giudizio, può andare incontro a problematiche infiammatorie (si parla più correttamente di disodontiasi) e favorire malposizioni e processi patologici a carico di altri elementi, a partire dal secondo molare adiacente.

Classificazioni del terzo molare incluso

Se si pensa all'inquadramento radiografico dell'ottavo incluso, è necessario tornare alla prima metà del XX secolo e, cioè, alle classificazioni di Pell & Gregory (1933), che incrocia profondità di inclusione e posizione rispetto alla branca montante mandibolare, e di Winter (1926), che valuta la posizione rispetto all'asse maggiore del secondo molare.

Oggi, l'evoluzione delle metodiche radiografiche, in termini di aumento della risoluzione e di diminuzione del dosaggio, favorisce l'impiego di esami in grado di fornire grandi moli di informazioni: nella fattispecie si pensi alla TC cone beam.

Nella pratica clinica moderna, l'obiettivo è sempre più quello di predire l'insorgenza di problematiche frequenti e rilevanti, di modo da poter intervenire in maniera preventiva o, quantomeno, di monitorare in maniera adeguata i pazienti selezionati.

Si tenga presente che l'inclusione del terzo molare sia una condizione multifattoriale.

Mancanza di spazio retromolare e inclusione del terzo molare

Un interessante studio, condotto da Marchiori e colleghi e recentemente pubblicato su Archives of Oral Biology, ha ipotizzato la correlazione tra la mancanza di spazio retromolare (primo molare) e uno sviluppo tardivo dell'elemento, e il fatto che questa combinazione costituisca un indicatore precoce di inclusione.

L'indagine, condotta in Canada, è di tipo retrospettivo e ha valutato 689 TC cone beam relative a un campione multietnico di 179 pazienti tra 8 e 13 anni. Dal punto di vista statistico è stato applicato il modello lineare misto.

La mancanza di spazio, a livello mascellare tanto quanto in mandibola, è risultata effettivamente associata a un ritardo nello sviluppo del terzo molare. Al di sotto di una soglia di spazio correlata all'età, è stato possibile prevedere il mancato sviluppo.

Il terzo molare superiore, per ogni millimetro retromolare in più, guadagna più rispetto all'inferiore in termini di sviluppo.

In conclusione, lo studio ha dimostrato la versatilità della valutazione CBCT in termini predittivi rispetto all'inclusione del terzo molare. La diffusione di questo esame in ortodonzia e, in generale, nell'approccio al paziente pediatrico, dunque, potrebbe effettivamente rendere routinario un approccio preventivo, anche non interventistico, all'inclusione del terzo molare.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31306938

Valutazione precoce dell’inclusione del terzo molare su CBCT - Ultima modifica: 2019-10-15T07:52:39+00:00 da redazione
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