Validità clinica e di laboratorio degli adesivi ortodontici monocomponente

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Il distacco dei bracket è una complicanza piuttosto comune che porta a ritardo nelle terapie e, di conseguenza, ad aumenti nei costi sostenuti da clinico e paziente.

Per questo, l’adesione, in generale uno dei grandi problemi dell’odontoiatria, è un aspetto critico in ambito ortodontico.

Al fine di condizionare la superficie dello smalto, la maggior parte dei produttori prevede l’impiego di un primer fluido, che leghi appunto ai prismi dello smalto mordenzato. Il suo scopo principale è quello di penetrare nella superficie dello smalto, rendendo più solido il legame definitivo con la resina. Questo processo è stato studiato in vitro con la microscopia elettronica a scansione.

La letteratura, tuttavia, fornisce indicazioni controverse riguardo l’impiego dei primer, indicando come non chiaro l’effettivo ruolo di tali componenti nel processo adesivo.

Per questo motivo, le case produttrici hanno proposto adesivi monocomponente, non necessitanti primer.

Recentemente, un interessante lavoro, pubblicato su Clinical Oral Investigations, si è proposto di confrontare due diversi adesivi monocomponente con un prodotto convenzionale, attraverso una doppia valutazione, in vitro e clinica.

Adesivi ortodontici: una valutazione su 60 pazienti

Lo studio clinico ha coinvolto un totale di 60 pazienti ortodontici. Per la parte in vitro, sono stati raccolti 60 premolari, estratti per diverse ragioni.

Entrambi i campioni sono stati sottoposti a uguale processo di randomizzazione: 20 controlli, due gruppi test numericamente equivalenti. Per quanto riguarda i pazienti, in ciascun gruppo 10, inizianti nuovo trattamento, sono stati sottoposti a bandaggio dell’arcata superiore, 10, già in corso di terapia, a quello dell’arcata inferiore.

Nel set-up clinico, è stato valutato il tempo totale di adesione; la performance clinica è stata seguita con un follow-up di un anno. Nei modelli in vitro sono stati eseguiti shear bond strength (SBS) test e definiti Enamel Surface Index e Adhesive Remnant Index. Dopo decementazione, essi sono stati sottoposti a microscopia elettronica con analisi spettroscopica a raggi X.

Il tasso di fallimento clinico dei bracket cementati con i due adesivi monocomponente è risultato pari, rispettivamente, all’8 e al 10%, mentre quello dei controlli, cementati anche con uso del primer, è risultato perfettamente intermedio (9%). Non si tratta, comunque, di differenze statisticamente significative, così come non ne sono state rilevate ai test SBS.

L’adesivo con primer ha mostrato un vantaggio significativo nel tempo necessario al bandaggio di un’intera arcata: questo, secondo gli autori, comporterebbe il guadagno di una seduta nel corso di una settimana lavorativa. Soppesando questo dato al vantaggio clinico legato alla bagnabilità e ai parametri precedentemente indicati, gli autori hanno indicato gli adesivi monocomponente come un’alternativa valida.

Riferimenti bibliografici su adesivi ortodontici:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33404765/

Validità clinica e di laboratorio degli adesivi ortodontici monocomponente - Ultima modifica: 2021-02-11T09:55:45+00:00 da redazione

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