Una futura metodica di monitoraggio implantare?

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L'analisi della frequenza di risonanza costituisce una metodica non invasiva in grado di valutare in maniera quantitativa l'osteointegrazione degli impianti dentali, essendo tale variabile positivamente correlata al cosiddetto bone‐to‐implant contact (BIC).

Il pattern di guarigione del sito implantare condiziona l'indice di stabilità implantare (ISQ).

Alcuni autori si esprimono in maniera non positiva, a proposito della frequenza di risonanza, per quanto riguarda la capacità preventiva del fallimento dell'impianto: questo mette in discussione l'utilità della metodica nel monitoraggio routinario a cui sottoporre le riabilitazioni implanto-protesiche.

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La perimplantite è definita come un'alterazione del livello osseo crestale associata a sanguinamento al sondaggio e/o suppurazione, con o senza aumento di profondità delle tasche perimplantari. Tale patologia progredisce in maniera non lineare. La difficoltà diagnostica di tale patologia, ormai ben inquadrata, è resa clinicamente complessa dalla complessità di quantificare una perdita ossea tollerabile. In più, l'accuratezza dei parametri clinici utilizzati (profondità di sondaggio e sanguinamento al sondaggio), mutuati dalla diagnostica della controparte dentale, ovvero la malattia parodontale, risulta incerta.

Per questi motivi si è pensato di proporre strumenti diagnostici supplementari, come il monitoraggio della perdita ossea peri-implantare o della micro-mobilità, o la stessa analisi della frequenza di risonanza. La micro-mobilità correla, peraltro, con la frequenza di risonanza.

In più, il sistema ha mostrato di correlare con la profondità del difetto osseo verticale perimplantare nei siti postestrattivi ex vivo. Ciò è stato anche confermato da un modello sperimentale in vivo di perimplantite.
Lo scorso anno, lo studio di Monje, pubblicato su Clinical Oral Implant Research, ha studiato l'impatto della progressiva perdita ossea, in un modello sperimentale canino di perimplantite, sui valori di ISQ misurati. È stata anche esaminata l'associazione tra parametri clinici e valori di ISQ.

72 impianti sono stati posizionati su un totale di 12 esemplari di cane Beagle. Su metà degli impianti (in metà dei soggetti) sono stati allestite perimplantiti indotta da legatura con progressione spontanea.

ISQ e monitoraggio implantare

L'ISQ è stato registrato utilizzando l'analisi della frequenza di risonanza. I parametri clinici perimplantari sono stati rilevati su 4 siti per impianto. La perdita di osso marginale (MBL) è stata determinata sulla base della TC, anch'essa in quattro siti per impianto. Il BIC è stato valutato da campioni istologici. Le valutazioni sono state eseguite a 3 timepoint differenti.

Nessuno degli impianti è andato incontro a fallimento durante il periodo di studio: dal punto di vista clinico, dunque, l'impianto tende a mantenersi stabile.

È stata riconosciuta una forte correlazione negativa tra ISQ e perdita di osso marginale (MBL), a tutti i timepoint: con il progredire del follow-up, sono stati osservati valori di ISQ più bassi e valori di MBL più alti (circa 1 unità ISQ / mm di MBL).

Risulta anche una correlazione statisticamente significativa tra ISQ e BIC valutata dopo la cronicizzazione spontanea della perimplantite.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30267449

 

Una futura metodica di monitoraggio implantare? - Ultima modifica: 2019-10-24T07:26:14+00:00 da redazione

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