Trattamento dell’open bite con clear aligner

DM_il dentista moderno_clear aligner

Recentemente, queste stesse pagine hanno avuto modo di affrontare il tema del trattamento chirurgico a una malocclusione complessa come il morso anteriore, nel paziente adulto, considerando la revisione sistematica pubblicata da Espinosa su Progress in Orthodontics. La presente trattazione prende in esame uno studio comparso sulla stessa rivista, che ha approcciato lo stesso tipo di paziente in maniera diametralmente opposta, almeno in termini di invasività.

L’obiettivo primario di tale studio, infatti, è consistito nella quantificazione delle modificazioni dentoscheletriche connesse alla chiusura del morso aperto tramite clear aligner, con l’ipotesi nulla che non vi fossero differenze nella dimensione verticale a livello molare.

Lo studio ha coinvolto un totale di 45 pazienti (partendo da una popolazione iniziale di 250 individui), trattati presso un unico provider della più diffusa sistematica di clear aligner, tra il 2007 e il 2018, per open bite anteriore. L’età media del campione risulta pari a 30.73 ± 8.0 anni: tutti i soggetti erano pertanto adulti al momento dell’inizio del trattamento. L’open bite di partenza risultava mediamente pari a –1.21 ± 1.15 mm. Sono stati esclusi tutti i pazienti con una storia medica significativa, quelli trattati anche con apparecchi ortodontici diversi dalla sistematica principale, quelli andati incontro a estrazione di premolari e chirurgie in generale, significativa correzione antero-posteriore dei molari e quelli su cui sono stati applicati dispositivi di ancoraggio scheletrico.

Il movimento dentale impostato è stata una combinazione fra estrusione degli incisivi superiori e inferiori e intrusione dei molari mascellari e mandibolari, con l’intento di indurre la conseguente rotazione della mandibola, quindi la riduzione dell'altezza facciale anteriore. Secondo quanto rilevato in letteratura, l’estrusione degli incisivi, per un valore medio di 1.5 mm, è da considerare il meccanismo principale.

Sono stati raccolti sia analizzati dati clinici - durata del trattamento, numero di allineatori, frequenza delle modifiche degli allineatori, numero di rifiniture, necessità di stripping, uso di attacchi e strumenti ausiliari (ad esempio elastici) e intrusione posteriore pianificata – che radiografici, compresi in totale 14 riferimenti cefalometrici, al baseline e a fine trattamento.

I dati cefalometrici attestano come tanto gli incisivi superiori quanto quelli inferiori, a seguito del trattamento, siano andati incontro a signicativi fenomeni di estrusione e anche di retrazione. I molari, come detto, non sono andati incontro a significative variazioni della posizione anteriore posteriore, bensì a fenomeni intrusivi di entità significativa.

In conclusione, gli autori hanno rigettato l’ipotesi nulla, avendo constatato l’efficacia del movimento nell’indurre una leggera rotazione mandibolare e nel ridurre/controllare la dimensione verticale nel paziente adulto con morso aperto anteriore. Tali indicazioni sono da considerarsi di particolare interesse, in quanto fanno da apripista a un allargamento delle indicazioni d’impiego dei clear aligner, da movimenti ortodontici semplici a trattamenti più complessi.

Riferimenti bibliografici 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7443419/

Trattamento dell’open bite con clear aligner - Ultima modifica: 2020-10-15T15:44:47+00:00 da redazione

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