Trattamento dell’ansia odontoiatrica: benzodiazepine vs protossido d’azoto

DM_il dentista moderno_ansia odontoiatrica

L'ansia odontoiatrica costituisce un'entità clinica oramai ben descritta in letteratura: non un aspecifico e incostante senso di angoscia verso l'ambiente clinico ma un preciso quadro psicologico, stimolato da trigger odontoiatrici (rumori ad esempio) e in grado di interferire con le procedure cliniche. Va precisato che, spesse volte, la problematica è slegata da quella dentale e dal dolore effettivo: anche a fronte di un adeguato regime anestetico locale, pertanto, può essere necessario approcciare questi pazienti con metodiche farmacologiche differenti.

I farmaci ansiolitici maggiormente utilizzati a livello mondiale sono le benzodiazepine. In paesi come gli Stati Uniti, vi è una certa attitudine all'utilizzo sistematico di farmaci nella gestione dell'ansia dentale.

Negli ultimi anni, è stato registrato in Italia un crescente interesse per la metodica della sedazione cosciente inalatoria. l principali vantaggi di tale procedura, rispetto a quella farmacologica, consiste nell'onset rapido e nella possibilità della titolazione, da cui deriva anche la rapidità di smaltimento degli effetti. D'altra parte, essa è gravata dai costi dei macchinari e dalla curva di apprendimento richiesta per l'utilizzo degli stessi.

La scelta di un'opzione comunque non dipende principalmente dall’attitudine del clinico, ma è legata soprattutto alla valutazione del paziente e viene influenzata dalle indicazioni scientifiche disponibili.

È quanto si è proposto di indagare il lavoro di Moraes, pubblicato a inizio tanto sulla rivista dell'American Association of Oral and Maxillofacial Surgeons. Lo studio si propone di effettuare una comparazione tra la sedazione inalatoria con protossido di azoto e due delle più utilizzate molecole della classe delle benzodiazepine, nell'ambito della chirurgia del terzo molare.

Il trial clinico randomizzato ha coinvolto un totale di 120 pazienti con livelli di ansia da moderati a gravi, indirizzati a estrazione del terzo molare e trattati previa somministrazione di diazepam, midazolam per os o di protossido di azoto per inalazione. Il ricorso a tutti i protocolli di sedazione ha comportato una riduzione statisticamente significativa dei livelli di ansia. Non sono però state rilevate differenze significative nel confronto tra metodiche diverse, come anche per quanto riguarda effetti quali amnesia retrograda, frequenza cardiaca e saturazione di ossigeno tra i gruppi. La pressione è diminuita, nel giro di 15 minuti, solamente dopo sedazione con protossido di azoto.

Romina Brignardello-Petersen, nella sua revisione, questa volta per il Journal of the American Dental Association, indica tuttavia lo studio come a elevato rischio di bias, in maniera particolare bias di selezione.

Complessivamente, comunque, gli autori hanno concluso indicando i due diversi approcci come ugualmente efficaci sul piano clinico.

Riferimenti bibliografici
 
Trattamento dell’ansia odontoiatrica: benzodiazepine vs protossido d’azoto - Ultima modifica: 2019-12-28T07:49:52+00:00 da redazione
Trattamento dell’ansia odontoiatrica: benzodiazepine vs protossido d’azoto - Ultima modifica: 2019-12-28T07:49:52+00:00 da redazione
Trattamento dell’ansia odontoiatrica: benzodiazepine vs protossido d’azoto - Ultima modifica: 2019-12-28T07:49:52+00:00 da redazione

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