Tecniche alternative di retrazione gengivale in protesi fissa

Elenchiamo qui alcune alternative alle classiche tecniche di retrazione gengivale in protesi fissa

Magic FoamCord™ (Coltene): polivinilsilossano, distribuito nel sito tramite pistola con siringa. Non ha azione emostatica, va invece incontro ad un processo di espansione della durata di 5 minuti, dopodiché viene rimosso per poi procedere all’impronta. In alternativa, addizionato a un putty, viene incluso esso stesso nell’impronta.

GingiTrac™ (Centrix): come Magic FoamCord™ si tratta di un silicone per addizione. Esso contiene però solfato di alluminio, che gli conferisce azione emostatica. Questo aspetto rappresenta probabilmente la differenza principale e gli Autori dibattono su vantaggi e svantaggi che ne derivano. Va sottolineato comunque come l’impronta debba idealmente essere rilevata con i tessuti molli nelle migliori condizioni, quindi minimamente suscettibili al sanguinamento.

I produttori garantiscono un tempo di indurimento di 2 minuti all’interno del cavo orale. Il materiale non può essere utilizzato per l’impronta definitiva. La stessa casa propone un prodotto (NoCord™ VPS) per chi volesse ritrarre la gengiva e realizzare direttamente l’impronta definitiva: il clinico dovrà in questo caso adottare l’intera sistematica.

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Merocel: materiale sintentico, derivato da un polimero biocompatibile (polivinilacetato idrossilato). Si presenta sotto forma di sottili strisce spugnose (spessore 2 mm) in grado di assorbire i fluidi. Ha dunque un meccanismo puramente chimico, notevole anche comparato alla tecnica più diffusa. È inoltre atraumatico, facilmente adattabile e non rischia di lasciare residui, una volta rimosso.

Racegel™ (Septodont): si definisce come un gel gengivale termogelificante, in altre parole dotato di viscosità variabile con la temperatura (liquido fra i 20 e i 35°C, gel oltre i 35). Viene posizionato tramite una siringa del tutto simile a quella dei compositi flowable, sulla quale esercitare una pressione moderata e costante. Abbina all’azione emostatica un effetto astringente.

I produttori ne sottolineano inoltre la versatilità: oltre che per la presa d’impronta, viene infatti raccomandato per le preparazioni a restauri diretti, segnatamente nelle classi II, III e V con coinvolgimento sottogengivale.

Da ultime, vanno citate le sistematiche basate sul laser. Per quanto il presente articolo si sia concentrato sulle tecniche meno traumatiche, i laser a uso odontoiatrico oggi disponibili sul mercato assicurano un effettivo risparmio biologico. Per poter utilizzare al meglio tali prodotti, comunque, è fondamentale una stretta conoscenza teorica e pratica. Il laser CO2, ad esempio, assicura un’emostasi superiore rispetto ad Er:Yag, che però sembra esprimersi meglio sul dente naturale.

In conclusione, come già anticipato nella prima parte del lavoro, è consigliabile adottare sistemi potenzialmente compatibili con gli scanner intraorali. Senza nulla togliere alle preferenze operative del singolo professionista, in futuro ci si può attendere un incremento di tali sistematiche, anche sulla spinta della richiesta da parte dei pazienti.

Tecniche alternative di retrazione gengivale in protesi fissa - Ultima modifica: 2017-02-10T07:14:42+00:00 da redazione

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