Stabilità dimensionale dei siliconi e precisione in relazione alla tecnica di impronta

Fig. 1 Impronta eseguita per riabilitazione su impianti
Fig. 1 Impronta eseguita per riabilitazione su impianti

La capacità di colare più di un modello a partire da una singola impronta è una caratteristica importante per un elastomero. L’odontotecnico può avere infatti la necessità, per diversi motivi, di colare un secondo modello, nel corso dei passaggi di laboratorio.

Polieteri e siliconi (per condensazione e per addizione) sono i materiali più comunemente impiegati nella rilevazione dell’impronta in protesi fissa.

Uno studio ormai storico, pubblicato nel 2002 sul Journal of Prosthodontics, aveva stabilito come fosse meglio colare le impronte in polietere solo una volta, per di più entro le 24 ore dopo l'impronta a causa della deformazione nel tempo. Il silicone per addizione mostrava invece stabilità anche fino a 30 giorni e migliore comportamento nelle seconde colature.

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Un primo aggiornamento scientifico, pubblicato da Pandita nel 2013, aveva valutato la stabilità dimensionale delle due classi di materiali fino a 2 settimane, riscontrando variazioni in un range di accettabilità per entrambi.
Torabi ha invece riscontrato la capacità, da parte di due diversi siliconi per addizione, di essere colati, praticamente a precisione costante, a 30, 90, 150 minuti e a 24 ore.

Recentemente, lo studio di Hafezeqoran, pubblicato sull’ International Journal of Dentistry e oggetto della presente trattazione, si è concentrato sui siliconi e ha valutato anche il ruolo della tecnica di impronta.

Gli sperimentatori hanno realizzato un modello in metallo dotato di due monconi preparati, sul quale hanno rilevato 10 impronte per ognuna delle 4 combinazioni fra materiale (siliconi per condensazione e addizione) e tecnica (impronte a una e due fasi). Le 40 impronte sono state colate a 1 ora, 24 ore e 14 giorni. Sono stati valutati il diametro e altezza dei monconi e distanza fra gli stessi. I dati sono sottoposti ad analisi della varianza a misura ripetuta (valore P <0,05).

I risultati attestano, innanzitutto, come il tempo non abbia influito in alcun caso sulla precisione dell’impronta.

I due siliconi hanno mostrato performance sovrapponibili. Per quanto riguarda la tecnica d’impronta, la monofase ha portato risultati migliori rispetto alle procedure a doppia fase con gli stessi materiali. Le differenze rilevate non sono risultate, tuttavia, statisticamente significative, il che non supporta una scelta clinica a dispetto dell’altra.

In conclusione, lo studio ha fatto il punto sulle performance dei siliconi da impronta attualmente disponibili sul mercato. Questi mostrano precisione ottimale anche a lungo termine, prestandosi a essere colati più volte. Possono anche essere impiegati, secondo le preferenze del protesista, attraverso tecniche di impronta mono o bifasiche. 

Riferimenti bibliografici su siliconi di precisione
Stabilità dimensionale dei siliconi e precisione in relazione alla tecnica di impronta - Ultima modifica: 2021-10-20T06:37:02+00:00 da redazione

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