Social network come strumenti per l’aggiornamento professionale

Sono ormai trascorsi oltre 10 anni da quando Richard Smith, storico editor del British Medical Journal, dava alle stampe un articolo dal titolo profetico “Get with web 2.0 or become yesterday’s person”1. Da allora per molti medici e dentisti è cambiato il modo di comunicare, informarsi e aggiornarsi in Internet2-4. Ciò è avvenuto soprattutto grazie all’avvento delle piattaforme di social media e di social network i cui contenuti sono spesso frutto della collaborazione, della condivisione e della discussione tra più persone.

Una recente indagine condotta negli Stati Uniti indica infatti che il 51% dei dentisti usa i social, con una particolare preferenza per Facebook (97%), seguito dal LinkedIn (38%) e Twitter (32%)5. Le ragioni per le quali essi hanno introdotto strategie social nella loro attività lavorativa sono soprattutto associabili a questioni legate al marketing e alla promozione dei loro servizi, alla possibilità di comunicare con i propri pazienti e a quella di fruire di una migliore presenza online. Accanto queste ragioni ne esistono altre, altrettanto valide.

Per esempio, i social media possono essere utilizzati per la formazione e l’aggiornamento professionale. Numerose fonti primarie e secondarie hanno infatti aperto canali sulle principali piattaforme di social media per raggiungere più velocemente i propri lettori. La formazione è un’altra area nella quale i social media sono usati in ambito odontoiatrico. Lo dimostrano le esperienze di varie università americane che usano Twitter come canale per consentire agli studenti di porre domande e ricevere risposte6. Ma è soprattutto la possibilità di creare reti professionali (sfruttando i gruppi che si possono creare sulle principali piattaforme di social media o le cosiddette virtual communities od online communities) che spinge molti dentisti a usare i social media con l’obiettivo di superare l’isolamento al quale spesso sono costretti. Ovviamente, in tempi di fake news e di post-verità, i social media non sono esenti da pericoli: la qualità delle informazioni, la disinformazione, i possibili danni all’immagine della professione medica e odontoiatrica, la carenza di privacy sono alcuni degli aspetti da prendere in considerazione quando un dentista decide di entrare nel mondo dei social.

I social media

I social media hanno profondamente modificato il nostro modo di informarci e di comunicare. Tali strumenti hanno infatti enormi potenzialità nel distribuire contenuti in maniera “virale” perché possono contare sulla pratica del “passa parola”, qui automatizzata attraverso la funzione dei “followers”, dei “contatti” e degli “amici”3.  Non è quindi un caso che tali strumenti siano impiegati da chi abitualmente produce informazione al fine di diffondere i propri contenuti là dove è più facile che vengano letti, condivisi, discussi e rilanciati verso altre piattaforme sociali. Tra gli strumenti di social media più frequentemente impiegati oggi si fanno rientrare YouTube, Facebook e Twitter.

YouTube

È la piattaforma di social networking che permette a chiunque di cercare, visualizzare, pubblicare e condividere video di qualunque natura.
Oggi in Italia una persona su 2 usa questa piattaforma, seconda, come numero di utenti, solo a Facebook7.
Su YouTube sono sempre più numerosi i video che riguardano l’odontoiatria, spesso distribuiti attraverso appositi “canali” istituzionali (tabella 1).

Le società scientifiche sono particolarmente attive in questo ambito. Attraverso YouTube esse forniscono materiale educazionale e contenuti congressuali, come dimostrano le esperienze dell’ American Dental Association e della British Dental Association. Anche le riviste mediche (per esempio JAMA, il New England Journal of Medicine e il British Dental Journal) hanno iniziato a usare YouTube per distribuire le interviste agli autori degli articoli più interessanti, presentare casi clinici e illustrare tecniche chirurgiche e diagnostiche. Sempre più spesso sono presenti su YouTube organizzazioni sanitarie come il National Institute of Dental and Cranofacial Research (uno degli istituti afferenti ai National Institute of Health americani) che offrono video sulle principali attività di ricerca. In ambito odontoiatrico in Italia è da segnalare la presenza su YouTube della FNOMCeO e dell’ANDI, attraverso cui le due organizzazioni presentano agli iscritti le proprie attività.
I video pubblicati da questa tipologia di organizzazioni sono affidabili dal punto di vista della qualità e della validità scientifica. Generalmente non è così per i video pubblicati al di fuori di canali professionali, soprattutto quando i filmati sono rivolti ai pazienti e ai cittadini, come dimostrano alcuni studi pubblicati in anni recenti che ne dimostrano la scarsa accuratezza scientifica8,9.

Facebook e Twitter

Sono sempre più numerose le riviste mediche, le società scientifiche, le organizzazioni sanitarie internazionali e i portali scientifici che affidano i propri contenuti a Facebook e a Twitter. Le ragioni per cui esse si affidano a queste piattaforme sono principalmente legate al numero di utenti che registrano sia a livello internazionale (oltre 12 miliardi per Facebook e oltre 400.000 per Twitter) che a livello italiano (il 70% e il 20% degli italiani che navigano in rete usano rispettivamente Facebook e Twitter).

Grazie a Facebook, tali organizzazioni sono in grado di promuovere le proprie attività e di rilanciare i nuovi contenuti che appaiono sui rispettivi siti web, dando la possibilità ai lettori di interagire con essi. Per esempio, la pagina pubblica aperta su Facebook da una società scientifica non solo invita gli utenti ad approfondire i contenuti di un post, ma, sfruttando le potenzialità aggregative e partecipative della piattaforma social, mette gli interessati nelle condizioni di commentare le notizie e condividere le informazioni a cui hanno avuto accesso riproponendole sui propri profili personali.
I profili su Twitter sono usati da tali organizzazioni con simili finalità, sebbene i contenuti che transitano nei Tweet sono in un formato ridotto per non eccedere il limite di 280 caratteri imposto da questa piattaforma. 

In ambito odontoiatrico, canali su Facebook e Twitter sono stati aperti da riviste come il Bristish Dental Journal e Il Dentista Moderno per segnalare i contenuti del nuovo numero in pubblicazione (tabella 2). Nutrita è la presenza di società scientifiche come l’American Dental Association e l’American Academy of Pediatric Dentistry che li usano per promuovere le proprie attività, “rilanciare” i contenuti multimediali (testi, video, audio, infografiche) da loro prodotti e creare aree di discussione da offrire agli utenti in concomitanza con i loro congressi annuali.
D’altra parte la partecipazione stessa ai congressi scientifici è radicalmente cambiata attraverso l’attività di monitoraggio delle conversazioni sui social (in particolare Twitter) che contengono specifici hashtag (in particolare quelli “coniati” dalle stesse società scientifiche) e che consente anche a chi non è fisicamente presente al congresso di potersi informare in tempo reale sulle relazioni scientifiche e sulle ultime scoperte presentate10.   

Anche i portali scientifici hanno “appendici” social, come dimostrano le esperienze di Medscape Dentistry, al fine di diffondere le novità pubblicate sui rispettivi siti web, mentre le organizzazioni istituzionali sanitarie come il National Institute of Dental and Cranofacial Research li usano per promuovere campagne di informazione e prevenzione.
I social media sono così frequentemente usati tra i siti web medici che molte pagine web includono bottoni diretti di “condivisione” (spesso sono disponibili in sezioni chiamate “share” o “social bookmark”) che permettono agli utenti di condividere i contenuti della pagina che stanno leggendo sui propri profili aperti sulle principali piattaforme di social media, affinché essi siano utilizzabili dai propri “amici” e “follower”11.

Eugenio Santoro
Laboratorio di Informatica Medica, Dipartimento di Salute Pubblica, Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, Milano

eugenio.santoro@marionegri.it

Social network come strumenti per l’aggiornamento professionale - Ultima modifica: 2019-01-07T10:28:06+00:00 da Redazione

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