Scanner intraorale e ortodonzia: piccoli e grandi cambiamenti

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Nella pratica ortodontica odierna, le scansioni intraorali 3D vengono utilizzate con grande profitto in ortodonzia, branca nella quale la collaborazione del paziente è spesso complessa da acquisire a causa della giovane età dei soggetti in cura.

Uno degli svantaggi iniziali della scansione intraorale 3D era la necessità di applicare una polvere di biossido di titanio sulla dentatura prima della scansione per garantire che la luce fosse riflessa in modo uniforme e prevedibile.

La polvere però causava discomfort ai pazienti e questo ha minato l’ingresso nella pratica clinica quotidiana per diverso. Oggi per fortuna molti degli attuali scanner intraorali non richiedono più l'applicazione di polvere.

Si sono poi susseguiti una serie di metodi di rilevazione dell’impronta intraorale basati su diversi principi, diversi dei quali garantiscono degli standard qualitativi accettati in protesi e ortodonzia.

Il file che viene generato è, nei sistemi cosiddetti aperti, di tipo STL, accettati dalla maggior parte dei laboratori.

Scanner introrale: quali sono gli aspetti percepiti dal paziente?

In letteratura ci sono molti lavori che si sono concentrati sull’individuare il gradimento dei pazienti per lo scanner intraorale. Quanto si percepisce dai pazienti solitamente è che vengono apprezzati i seguenti aspetti:

  • Assenza di riflesso del vomito, nausea, difficoltà respiratorie
  • Respirazione comoda e priva da ostruzioni
  • Assenza di ansia generata dalla tecnica convenzionale
  • Possibilità di riprendere solamente un dettaglio dell’impronta in caso di errore nella prima rilevazione

L’unica nota negativa che veniva segnalata soprattutto negli anni addietro era la lentezza di questa metodica rispetto alla tecnica convenzionale. Se i tempi di un alginato rimangono ancora molto più rapidi di quelli di un’impronta digitale, è vero invece che i tempi per prendere un’impronta di precisione con siliconi o polieteri sono più o meno equivalenti a quelli di una scansione ben eseguita.

Aperti alla formazione e al cambiamento digitale

Certamente è necessaria una cura di apprendimento per raggiungere gli stessi livelli di eccellenza a cui un professionista di esperienza è abituato quando utilizza materiali “analogici”.

Questo vuol dire investire il proprio tempo e le proprie risorse non solo nell’acquisto del mezzo, ma in un percorso di crescita digitale che permetteranno agli strumenti stessi di performare e rendere, anche economicamente, al meglio.

Ortodonzia e scansione intraorale: precisione e rispetto della biologia

Uno studio del 2018 (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6041451/) ha voluto valutare un aspetto molto particolare dal punto di vista ortodontico. Sono stati valutati i movimenti dentali causati da trattamento ortodontico tramite scansioni intraorali, proprio come si sarebbe fatto eseguendo impronte e radiografie. Dopo aver valutato i pazienti per 5 mesi lo studio ha concluso affermando l’affidabilità dello scanner intraorale nella valutazione anche dei più piccoli movimenti dentali in tutti i pazienti testati.

Certamente si tratta di uno studio preliminare, con solamente 5 pazienti, ma questo lascia facilmente intuire le potenzialità dello strumento che oltre a ridurre il discomfort si pone anche come un valido ausilio per una riduzione degli esami radiodiagnostici e il conseguente risparmio di radiazioni diretta ad un paziente solitamente giovane o addirittura in crescita.

Contenuto realizzato con il contributo non condizionante di Carestream Dental
Scanner intraorale e ortodonzia: piccoli e grandi cambiamenti - Ultima modifica: 2021-01-06T12:19:11+00:00 da redazione

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