Sbiancamento dentale di elementi vitali

Tra i metodi più utilizzati il perossido di carbammide ed il perossido di idrogeno

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Negli ultimi anni, la popolazione ha mostrato un aumentato interesse nell’ambito di quella che possiamo definire odontoiatria cosmetica. In questo ambito, una pratica che permette di migliorare l’estetica del proprio sorriso nel rispetto della naturalezza della sua anatomia è, naturalmente, lo sbiancamento dentale. Una popolazione crescente di pazienti di età eterogenea si reca oggi dai professionisti della salute orale per un consulto su questa terapia. Molti di essi sono già parzialmente informati e possono recare richieste estremamente precise.

L’odontoiatra e l’igienista dentale, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, dovranno perciò informare al meglio questo tipo di pazienti, per poi accompagnarli nella formulazione del percorso terapeutico più adatto a lui; questo secondo compito non sarà facile in tutti i casi, poiché sempre più frequentemente le richieste – se non le esigenze – del soggetto non collimano con la sua realtà clinica.

Nel presente articolo, per i sopracitati motivi, ci concentreremo sullo sbiancamento dentale nell’elemento dentario vitale.

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Il punto di partenza per la messa a punto di un corretto piano di cure è l’inquadramento del paziente e della sua richiesta. L’indicazione per uno sbiancamento è costituita dai casi di evidente discromia a carico di uno o più elementi dentari, siano esse problematiche estrinseche o acquisite, causate da tetracicline, fluoro, clorexidina ed altri cromogeni.

Potremo distinguere tra due gruppi principali di tecniche di sbiancamento: le procedure alla poltrona e quelle domiciliari.

Le prime richiedono ovviamente un maggiore impegno in termini di tempo, sia per l’odontoiatra che per il paziente; dall’altra parte, però, gli appuntamenti vengono compressi in un breve periodo. I risultati, quindi, si presenteranno in poco tempo, permettendo anche un riscontro clinico immediato in termini di follow-up.

Le terapie domiciliari, ovviamente, richiederanno un minor impegno alla poltrona ma, nel contempo, esigono una compliance superiore in termini assoluti. Questo perché la terapia si prolunga per un periodo maggiore di tempo; di conseguenza, anche i richiami di controllo, fondamentali per istruire il paziente e verificarne l’adesione alla terapia, oltre che monitorarne i progressi, saranno più dilazionati.

Le sostanze maggiormente conosciute nell’ambito della terapia sono il perossido di idrogeno e il perossido di carbammide. Nonostante nelle diverse tecniche cambino i veicoli di trasmissione delle molecole, non va dimenticato che in ogni caso esse hanno un’interazione attiva sui tessuti duri e, se non protetti, molli. Esse sono anche in grado di produrre radicali liberi dell’ossigeno. Gli effetti avversi accostati allo sbiancamento sono diversi e le evidenze possono risultare contraddittorie: la sensibilità dentinale, tra di essi, può essere considerata comunque la più importante.

Sbiancamento dentale di elementi vitali - Ultima modifica: 2015-09-09T08:25:18+00:00 da redazione

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