Ruolo dell’ossido nitrico nell’ambiente orale

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L’ossido nitrico (NO) è principalmente conosciuto, in ambito medico, per la sua azione di potente vasodilatatore, la scoperta della quale è valsa a Furchgott, Ignarro e Murad il premio Nobel nel 1998. Nel tempo, in realtà, altre ricerche hanno evidenziato la varietà di azioni che questa molecola induce sull’organismo: infatti, essa ricoprirebbe, ad esempio, un ruolo sulla formazione e il riassorbimento del tessuto osseo, sulla neurotrasmissione e sul sistema immunitario. Alcune azioni sono importanti nell’omeostasi del cavo orale. La molecola è stata studiata nel contesto di diverse aree della medicina orale: dalla patofisiologia della carie a quella del tumore orale, dall’endodonzia (compresa la rivascolarizzazione pulpare), all’ortodonzia, alla parodontologia, fino all’implantologia.

Recentemente, Farias e colleghi hanno pubblicato su Clinical Oral Investigations un’ampia revisione della letteratura a interesse odontoiatrico. La presente trattazione ne intende ripercorrere i punti principali.

Ossido nitrico: una revisione sistematica

La sintesi biologica del NO è un processo ossidativo catalizzato dall’enzima NO sintasi (NOS), le cui isoforme si dividono tra costitutivamente attivate (cNOS) e inducibili (iNOS). Le prime si dividono ulteriormente nelle isoforme neuronale (nNOS) ed endoteliale (eNOS).

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I microrganismi del cavo orale riducono i nitrati a nitriti, acidificati ad acido nitroso. Questo è, a sua volta, instabile e tende a rilasciare ossido nitrico. In questa sede, il composto avrebbe un ruolo di controllo nella proliferazione batterica. Al contrario, un decremento della concentrazione salivare di NO porterebbe a un incremento della popolazione dei lattobacilli: questi batteri determinano un decremento del pH e favoriscono la popolazione anaerobia. Ciò che ne risulta è una progressione della malattia cariosa.

A livello pulpare, NO mostrerebbe un’azione assai complessa. In primo luogo, pare fungere da neurotrasmettitore, con la mediazione dell’enzima nNOS. eNOS sembrerebbe espresso da endotelio e anche odontoblasti, suggerendo che NO possa regolare la microcircolazione pulpare e addirittura proliferazione e differenziamento odontoblastico. Al fine di sfruttare le proprietà angiogenetiche e anche antibatteriche del composto, è stato recentemente proposto un gel rilasciante NO indirizzato alla terapia di rigenerazione pulpare, in associazione ma, potenzialmente, anche in alternativa rispetto ai composti a base di antibiotici.

Come detto, lo studio approfondito della fisiologia del NO ha trovato implicazioni riguardanti diverse altre branche odontoiatriche. Il composto interviene nell’omeostasi tissutale e il suo ruolo è anche valutabile in relazione a processi patologici.

È possibile che tramite il controllo del rilascio di ossido nitrico si possa ridurre il rischio di danno parodontale e perimplantare. Addirittura, l’ossido nitrico si presa a essere utilizzato come marker tumorale nel cancro orale.

La prossima fase dello studio del NO a livello orale sarà quella del passaggio dall’ambito preclinico a quello clinico.

Riferimenti bibliografici sull'ossido nitrico

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33057827/

 

Ruolo dell’ossido nitrico nell’ambiente orale - Ultima modifica: 2020-12-11T07:30:10+00:00 da redazione

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