Risposta dei tessuti molli a impianto immediato e ridge preservation

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L’implantologia contemporanea guarda sempre all’adeguatezza volumetrica e qualitativa delle basi ossee. Allo stesso tempo, però, non può più prescindere dallo studio della risposta dei tessuti molli, i quali, a loro volta, vanno incontro a processi riparativi a seguito del trauma dell’estrazione del dente, quindi all’inserimento dell’impianto.

La ridge preservation costituisce oggi un’opzione predicibile ai fini di intercettare, almeno parzialmente, l’inevitabile processo di riassorbimento dell’osso alveolare defunzionalizzato. Lavori diversi, pubblicati negli scorsi anni, hanno confrontato le diverse tecniche di ridge preservation, con sostituto osseo xenogenico e con o senza free gingival graft, con indicazioni variabili per quanto concerne la conservazione del tessuto osseo, rispetto all’estrazione semplice. Da questi stessi lavori emerge, tuttavia, come il comportamento dei tessuti molli di rivestimento sia, in una certa misura, indipendente da quello dell’osso.

Ridge preservation e impianto immediato: quali risultati

Nel 2019, il gruppo di Clementini ha pensato di valutare gli effetti combinati della ridge preservation con l’inserimento immediato dell’impianto, rilevando una stabilizzazione dei tessuti duri nei casi trattati con ridge preservation – indipendentemente dal contestuale inserimento dell’impianto – alla guarigione spontanea.

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Avendo a disposizione, oltre ai dati DICOM, captati dalla TC cone beam e relativi quindi ai tessuti duri, quelli STL, ovvero le scansioni intraorali comprendenti i tessuti molli, lo stesso gruppo a fine 2020 ha pubblicato un nuovo lavoro sul Journal of Clinical Periodontology.

Il campione di pazienti risulta pari a 30 soggetti, tutti trattati con estrazione singola, randomicamente assegnati a guarigione postestrattiva spontanea, ridge preservation o impianto postestrattivo associato ridge preservation. Per questa procedura sono stati utilizzati esclusivamente xenoinnesti, particolato di osso bovino deproteinizzato e matrice collagenica di origine suina.

Le scansioni STL raccolte al baseline sono state sovrapposte a quelle eseguite al follow-up, che per tutti i gruppi è stato a 4 mesi, al fine di eseguire un confronto volumetrico e delle misure lineari, queste ultime rilevate in sedi ben precise (1, 3 e 5 mm apicalmente al margine più coronale dei tessuti molli). In tutti i gruppi è stata una riduzione orizzontale delle dimensioni dei contorni del tessuto vestibolo-linguale, senza differenze significative. Per quanto riguarda lo spessore, invece, è stato osservato un incremento significativo nel gruppo sottoposto a guarigione spontanea, mentre i due gruppi test hanno mostrato un decremento, comunque non significativo.

Dal punto di vista clinico, questo significa che, in termini assoluti, la ridge preservation non comporta per i tessuti molli gli stessi vantaggi mostrati per l’osso. Nella pratica, tuttavia, ne deriva un punto a favore della tecnica combinata all’inserimento immediato, la quale garantisce un risparmio di tempo rispetto alla ridge preservation semplice, senza comportare un risultato peggiore a livello dei tessuti molli.

Riferimenti bibliografici a proposito di impianto immediato

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32956551/

Risposta dei tessuti molli a impianto immediato e ridge preservation - Ultima modifica: 2021-01-11T07:30:07+00:00 da redazione

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