Prevalenza di difetti ossei nei pazienti adulti affetti da crossbite: indicazioni da uno studio su TC cone beam

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La presenza di deiscenze e fenestrature ossee può comportare diverse problematiche, in grado di interferire con un trattamento ortodontico. Può favorire l’infiammazione placca-correlata e ridurre il supporto osseo al dente. Conseguentemente, il trattamento potrà andare incontro a complicanze funzionali ed estetiche, come la formazione di recessioni gengivali, o anche al rischio di recidive.

Sarebbe pertanto utile all’ortodontista riconoscere, in fase di programmazione al trattamento, la presenza di minus ossei. Ciò, purtroppo, non risulta sistematicamente possibile, soprattutto quando si ha a disposizione il classico imaging a due dimensioni.

La definizione tridimensionale di difetti dell’osso alveolare viene, pertanto, indicata come uno dei vantaggi legati all’uso della TC cone beam in ambito ortodontico. La diffusione della metodica che, va detto, non trova ancora universalità di applicazione, in ortodonzia, risulta però un grande vantaggio nella ricerca, avendo aperto a numerosi studi dedicate a tematiche, prima di difficile approccio.

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Ad esempio, il trattamento del crossbite posteriore può comportare movimenti ortodontici in un’area dotata di una corticale sottile, soggetta alla presenza di deiscenze e fenestrature.

Recentemente, Choi e colleghi si sono proposti di stimare, su CBCT, la prevalenza di deiscenze e fenestrature ossee in pazienti adulti affetti da crossbite posteriore. Lo studio è stato pubblicato su Progress in Orthodontics.

La ricerca è stata impostata su un modello retrospettivo, partendo da un pool di 453 CBCT raccolte in pazienti tra i 18 e i 35 anni, sempre con lo stesso macchinario, presso la clinica ortodontica della Roseman University of Health Sciences, a Henderson, Nevada.

È doveroso precisare che, rispetto alle deiscenze e soprattutto alle fenestrature, la CBCT presenza alta specificità, alto valore predittivo negativo ma basso valore predittivo positivo, in altre parole una tendenza alla sovrastima.

28 casi (16 femmine e 12 maschi) hanno soddisfatto i criteri di inclusione, a cominciare dalla presenza di morso incrociato posteriore. Questi sono stati confrontati con un gruppo parimenti numeroso di pazienti privi di crossbite, selezionati dalla stessa banca radiografica.

La prevalenza di difetti complessivi è risultata effettivamente significativamente superiore nei pazienti con crossbite (61.6%) rispetto ai controlli (52.1%). La voce principale è risultata essere quella delle deiscenze vestibolari, la sola per le quali permane una differenza statisticamente significativa nella prevalenza (41.2% contro 33.3%). Il sito maggiormente soggetto è il primo premolare, soprattutto a livello mascellare. Non risultano invece differenze significative per quanto concerne le sole fenestrature (la cui stima peraltro è, come detto, meno affidabile) né per quanto riguarda le dimensioni dei difetti ossei in generale.

In conclusione, la TC cone beam si conferma un ausilio utile nello studio di casi ortodontici selezionati: tra questi possono essere indicati anche i pazienti adulti affetti da morso incrociato.

Riferimenti bibliografici 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7073349/

Prevalenza di difetti ossei nei pazienti adulti affetti da crossbite: indicazioni da uno studio su TC cone beam - Ultima modifica: 2020-08-03T07:25:38+00:00 da redazione

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