Rilascio di fluoro da parte di cemento vetroionomerico e nuovi materiali

Cementi vetroionomerici

Le qualità anti-cariogeniche dei fluoruri sono ben documentate, tanto da fare parte delle linee guida preventive in odontoiatria pediatrica. I derivati del fluoro, inoltre, sono inseriti nella composizione di diversi materiali restaurativi: i più diffusi all'interno di questa categoria sono probabilmente i cementi vetroionomerici. Il cemento vetroionomerico convenzionale è un prodotto autoindurente dotato di vantaggi in termini di biocompatibilità, oltre appunto al rilascio di fluoruri. Presenta anche alcuni limiti legati, in particolare, alla resistenza in corrispondenza di aree meno soggette a sollecitazioni. Anche in virtù di questi aspetti, sono state valutate modifiche di diverso tipo, che hanno portato all'introduzione di cementi “packable”, più viscosi e compatti, compomeri e materiali vetrosi ibridi. Il cemento vetroionomerico modificato con resina, detto anche cemento vetroionomerico fotopolimerizzabile, avrebbe, secondo alcuni studi, maggiore resistenza alla flessione rispetto al prodotto convenzionale.

Un materiale di ancor più recente introduzione è rappresentato dal prodotto denominato “alkasite”, paragonato ai cementi vetroionomerici per la capacità di rilascio di fluoruro e dotato di un elevato potenziale estetico derivante dalle superiori caratteristiche di traslucenza.

Constatando la carenza di studi comparativi e volendo indagare le capacità del nuovo materiale, il gruppo di lavoro di Singh ha allestito un'indagine in vitro atta a quantificare e confrontare il rilascio di fluoruri da parte di un cemento vetroionomerico convenzionale, di uno modificato con resina e, appunto, dell'alkasite.

Il modello sperimentale è stato così allestito: sono stati realizzati 45 campioni a forma di disco, prodotti nei tre diversi materiali da restauro (cemento vetroionomerico convenzionale, cemento fotopolimerizzabile e alkasite), suddivisi su 3 gruppi numericamente equivalenti.

Tramite l'uso di un elettrodo selettivo agli ioni fluoruro, è stato valutato il rilascio a 1, 7, 14 e 28 giorni. Le analisi intergruppo e intragruppo sono state eseguite tramite analisi della varianza a una via con test post-hoc.

Alkasite a confronto con i cementi vetroionomerici

Il materiale alkasite ha evidenziato un rilascio di fluoro significativamente superiore a durata maggiore rispetto ai cementi vetroionomerici. Lo stesso materiale, tuttavia, mostrava un rilascio di fluoro significativamente inferiore alla fine del primo giorno. Al fine di giustificare questo peculiare comportamento, gli autori hanno sottolineato come il rilascio e l'assorbimento del fluoro non dipendano esclusivamente dal contenuto in fluoro dei materiali, ma dalla loro intera formulazione (matrici, filler), dai meccanismi di adesione e dalle condizioni ambientali alle quali viene condotto il restauro.

In conclusione, il nuovo materiale di restauro alkasite ha mostrato risultati promettenti in termini di rilascio di fluoro, superiori sul lungo periodo ai cementi vetroionomerici. Esso manca però di un effetto burst iniziale, il che ne limita le proprietà antibatteriche a seguito del posizionamento iniziale.

Riferimenti bibliografici:

http://revista.uepb.edu.br/index.php/pboci/article/view/5209

Rilascio di fluoro da parte di cemento vetroionomerico e nuovi materiali - Ultima modifica: 2019-12-31T07:43:54+00:00 da redazione
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