Radiologia e radioprotezione nello studio medico odontoiatrico

La radioprotezione è un aspetto di primaria e assoluta importanza nell’economia di qualsiasi modello ambulatoriale in cui vengano effettuate prestazioni odontoiatriche e vengano adoperate competenze e macchinari necessari in radiologia. Non va dimenticato che l’odontoiatra è una delle poche figure specialistiche – al di là del radiologo, ovviamente – che effettua abitualmente di persona esami diagnostici basati sulle radiazioni ionizzanti.

Chi gestisce l’ambulatorio stesso ha, per forza di cose, una responsabilità maggiore nella gestione delle apparecchiature e degli ambienti radiologici. Tuttavia, è fondamentale che egli si avvalga appieno della collaborazione di tutti i dipendenti, che devono essere istruiti al meglio e anche motivati. D’altronde, non è mai banale sottolineare che, prima ancora degli aspetti medico-legali, il valore da tutelare è la salute di tutti coloro che frequentano lo studio.

Come noto, l’argomento in oggetto non è di facile approccio anche per gli addetti ai lavori, poiché rappresenta l’adattamento di una regolamentazione pensata per le strutture nosocomiali a realtà assai più piccole, finanche di genere monoprofessionale.

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In ogni caso, si partirà da una precisa classificazione delle persone che possono entrare in contatto con ambienti dedicati alla diagnostica radiologica. La classificazione, ai sensi dell’art.4 comma 2 D.Lgs 241/00, è qui di seguito riportata:

• lavoratori non esposti: soggetti che, sempre nell’anno solare, non sono suscettibili di ricevere una esposizione superiore a 1mSv/y
Limite dose efficace ≤ 1 mSv/y
Limite dose equivalente cristallino ≤ 15 mSv/y
Limite dose equivalente pelle ≤ 50 mSv/y (calcolato indipendentemente dalla superficie esposta)

• lavoratori esposti: sono classificati come tali coloro che, a seguito delle attività svolte, sono suscettibili di ricevere nell’arco di un anno un’esposizione superiore a 1 mSv
se:
> 1 mSv/y lavoratori esposti di categoria B
> 15 mSv/y equivalenti (1/10 di 150 mSv/y) al cristallino
> 50 mSv/y equivalenti (1/10 di 500 mSv/y) alla pelle
se:
> 6 mSv/y efficaci (3/10 di 20 mSv/y) lavoratori esposti di categoria A
> 45 mSv/y equivalenti (3/10 di 150 mSv/y) al cristallino
> 150 mSv/y equivalenti (3/10 di 500 mSv/y) alla pelle.

La legge prevede anche un’altra differente classificazione, la quale raggruppa nel loro insieme tutti i possibili frequentatori dell’ambulatorio:

• persone del pubblico: rappresentano i non esposti, o meglio gli individui della popolazione ad esclusione degli esposti (lavoratori, apprendisti, studenti)

• popolazione nel suo insieme: comprende, ovviamente, gli esposti (lavoratori, apprendisti, studenti) più le persone del pubblico (non esposte).

Vengono invece definiti gruppi di riferimento quelli che ricevono un’esposizione ragionevolmente omogenea e rappresentativa degli individui maggiormente esposti all’interno della popolazione generale.

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Radiologia e radioprotezione nello studio medico odontoiatrico - Ultima modifica: 2015-10-12T08:29:14+00:00 da redazione

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