Protesi totali in PMMA: il CAD/CAM ha portato anche un miglioramento di questi materiali?

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La protesi totale continua a rappresentare la risposta più favorevole in termini di rapporto costi/benefici per moltissimi pazienti indirizzati alla bonifica, soprattutto anziani. Per questo motivo è consigliabile che l'odontoiatra, in sede di pianificazione del piano di cure riabilitative, presenti sempre questa opzione – di certo alternativa rispetto a trattamenti più performanti in termini di funzionalità ed estetica – sottolineandone gli aspetti positivi.

D'altra parte, il paziente è legittimato a nutrire alcuni timori, non solo dettati all'aspetto psicologico e pratico determinato da una protesi rimovibile, ma legati anche all'esperienza, spesso indiretta (per bocca di un parente o un amico), di discomfort determinato alle forme di stomatite da protesi.

La ruvidità di superficie è un elemento importante nello studio dei materiali dentari e rientra fra le cause di problematiche quali, appunto, la stomatite da protesi.

Una protesi dovrebbe avere superfici lisce, al fine di ridurre la ritenzione della placca batterica. Una protesi ruvida inficia, come detto, sul comfort del paziente, favorendo anche l'insorgenza dell'alitosi; risulta anche maggiormente esposta alla discolorazione.

Nello studio di un materiale come il polimetilmetacrilato (con cui vengono fabbricate le protesi totali) si possono considerare altri aspetti, come ad esempio la bagnabilità, indicatore della capacità di saliva altri liquidi di scorrere sulla superficie, o la durezza di superficie, legata alla quota di monomero libero e in grado di influenzare tutte le proprietà meccaniche del manufatto.

Protesi totali con protocollo CAD/CAM realizzate in PMMA

A partire da questi presupposti, il gruppo di lavoro di Al‐Dwairi si è chiesto se il PMMA impiegato dalle sistematiche CAD/CAM – che oggi rappresentano un'opzione valida anche per quanto riguarda la realizzazione di protesi totali – presenti dei vantaggi rispetto ai prodotti del commercio impiegati nella tecnica convenzionale.

Gli sperimentatori hanno prodotto un totale di 30 campioni, equamente distribuiti tra due diversi PMMA indicati per la lavorazione CAD/CAM, e altri 15 in materiale termopolarizzabile convenzionale, con funzione di controllo.

La ruvidità superficiale è stata misurata su 4 punti diversi con un profilometro digitale dotato di una risoluzione pari a 0.001 μm.

La bagnabilità è stata analizzata invece con il metodo della goccia sessile, che prevede la misurazione dell'angolo formato dalla base della goccia e dalla tangente al contorno della goccia stessa.

La durezza è stata infine testata con un apposito strumento di forma piramidale, pressato su 3 punti differenti a un carico di 300 g per 15 secondi.

I PMMA per il CAD/CAM (che pure presentano sottili differenze a seconda del brand) presentano caratteristiche favorevoli: hanno infatti mostrati valori significativamente inferiori di ruvidità e superiori di durezza e idrofobicità rispetto al prodotto convenzionale.

Protesi totali in PMMA: il CAD/CAM ha portato anche un miglioramento di questi materiali? - Ultima modifica: 2019-05-31T07:57:57+00:00 da redazione
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