Protesi fissa su elementi naturali: concetti chiave della Reverse Preparation Technique: concetti chiave della Reverse Preparation Technique

Negli ultimi anni, la maggior parte dei clinici ha portato il proprio orientamento operativo nella direzione del “minimamente invasivo” nell’ambito della protesi fissa su elementi naturali (e non solo). Si tratta naturalmente di un termine molto generico che, più che a uno standard operativo o a un protocollo, fa riferimento a un obbiettivo clinico: ottenere un risultato soddisfacente in termini funzionali ed estetici, sacrificando la quantità minore possibile di tessuti duri dentali necessari al posizionamento della corona. Tuttavia, è interessante considerare l’esperienza condivisa da alcuni professionisti, i quali sembrerebbero andare in controtendenza rispetto a tale concetto, almeno in apparenza. In effetti, un errore comune che molti tutori riferiscono ai tirocinanti o comunque ai giovani odontoiatri è la tendenza, nel momento in cui ci si esercita nella preparazione di monconi per restauri full crown, a mantenersi eccessivamente “risparmiosi” rispetto al substrato dentale. Una tecnica che si rifà ad alcuni principi basilari della preparazione classica, è la cosiddetta “Reverse Preparation Technique”: in rete si possono ritrovare alcuni case report a cura del dott. Michael DiTolla in collaborazione con Axis Dental e Glidewell Laboratories. Questa breve presentazione non vuole naturalmente indirizzare verso un modello operativo – ribadendo che dev’essere la tecnica ad adeguarsi all’elemento da trattare nel preciso contesto dato dalle aspettative del paziente – né tantomeno sostenere commercialmente un dato protocollo. È per primo l’Autore stesso ad ammettere di aver considerato, per alcuni dei casi trattati con la tecnica, l’approccio meno invasivo possibile, vale a dire il posizionamento di no-prep veneer. La tecnica viene così definita perché prevede il ribaltamento della sequenza classica dei passaggi operativi. Ciò non toglie che si tratti ugualmente di una preparazione che segue il modello fresa-guidato.

Passaggi chiave della Reverse Preparation Technique utilizzata in protesi fissa su elementi naturali

Video updated on Youtube by Glidewell Dental Lab

Uno dei concetti chiave consiste nell’intervento precoce – con una fresa diamantata a pallina – sul margine gengivale, da effettuare dopo posizionamento di filo di retrazione e, eventulmente, dopo la preparazione dei margini interprossimali. Si tratta di un passaggio chiave, soprattutto sugli elementi anteriori, laddove si vuole lasciare la preparazione rigorosamente iuxtagengivale. Dei piccoli cutter fanno da guida per la riduzione al livello del margine incisale (2 mm) e nel senso della profondità (1.5 mm) sulla faccia vestibolare.

Questo secondo passaggio appare particolarmente delicato, ma la conformazione della fresa fa sì che non ci si approfondi troppo: successivamente, sarà sufficiente pareggiare la preparazione di tutto il versante buccale. A questo punto, la preparazione può essere finalizzata con il trattamento del versante linguale, condotto secondo tecnica tradizionale, quindi con la rifinitura e, infine, la lucidatura del moncone protesico.

Protesi fissa su elementi naturali: concetti chiave della Reverse Preparation Technique: concetti chiave della Reverse Preparation Technique - Ultima modifica: 2016-12-13T07:49:56+00:00 da redazione

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