Riabilitazione di edentulia singola posteriore, un approccio conservativo utilizzando FRC: quattro case report
Conservative approach for restoring posterior missing tooth with fiber reinforcement materials: four clinical reports
Karaarslan ES, Ertas E, Ozsevik S, Usumezd A. Eur J Dent 2011;5:465-471.
L’approccio minimamente invasivo mira al ripristino morfo-funzionale passando attraverso il maggior risparmio possibile di struttura dentale sana. A tale scopo sono state realizzate protesi parziali fisse su intarsi inlay con l’ausilio di diversi materiali in grado di sfruttare la metodica adesiva, così da rendere più semplice e conservativo il trattamento.
Basandosi sui principi di odontoiatria minimamente invasiva, gli autori illustrano quattro casi in cui sono state confezionate protesi parziali fisse su intarsi inlay realizzate con FRC. La riabilitazione mira a restituire una corretta occlusione e un’estetica adeguata, nel rispetto della sostanza dentale sana degli elementi pilastro.
Varie soluzioni protesiche possono essere utilizzate per riabilitare un’edentulia singola posteriore. Il trattamento implantare ha portato a un approccio più conservativo, non rendendo necessaria la preparazione di elementi pilastro come nel caso della protesi parziale fissa. Tuttavia, alcuni pazienti rifiutano questa opzione terapeutica, sia a causa del costo elevato che per paura. Problemi sistemici possono rappresentare inoltre controindicazioni alla chirurgia.
La classica FDP, per essere stabile, necessita di una riduzione aggressiva durante la preparazione dei denti pilastro. Protesi parziali fisse cementate con tecnica adesiva, previa la preparazione di due cavità di tipo inlay, permettono il restauro di elementi singoli in zone posteriori, riducendo al minimo il sacrificio di dentina e il rischio di esposizione pulpare. Tra i materiali proposti per la realizzazione di questi restauri ci sono i compositi rinforzati con fibre (FRC).
L’uso di FRC è stato proposto per l’ottima adesione al cemento resinoso, la buona estetica e la rigidità del materiale.
Così, quando si desidera un restauro estetico con minimo sacrificio del dente, FDP ritenute da inlay realizzate in FRC possono rappresentare una valida opzione terapeutica. Lo scopo di questo studio clinico è stato testare la validità clinica di questi materiali. Sono stati trattati 4 pazienti con edentulia singola. Dopo preparazione delle cavità con angoli arrotondati e delle pareti con adeguata divergenza (5°-15°), sono state effettuate le impronte con VPS (Elite HD, Zhermack SpA) e si è provveduto all’otturazione provvisoria.
Realizzato il restauro in laboratorio, le otturazioni provvisorie sono state rimosse, la protesi e le cavità sono state sabbiate e risciacquate. Previa valutazione dell’occlusione e dell’estetica a manufatto adagiato, si sono mordenzati smalto e dentina. Gli elementi sono stati irrigati abbondantemente con acqua e asciugati delicatamente con aria ed è stato applicato un adesivo monocomponente (One-Step Plus, Bisco). La cementazione è stata effettuata con un cemento duale (Bisco) polimerizzato per un totale di 40 secondi.
I margini sono stati rifiniti con frese a grana fine e gommini da lucidatura.
Durante un periodo di valutazione clinica di un anno non sono state osservate fratture, discromia marginale, sensibilità post-operatoria o carie secondarie.
La preparazione richiesta è stata minima e si è supplito alla mancanza dell’elemento dentale con piena soddisfazione e minimo discomfort dei pazienti. Le proprietà meccaniche degli FRC devono essere migliorate in modo da ridurre il rischio di fallimento clinico dovuto a frattura. In questi casi clinici il materiale utilizzato sembra essere una valida soluzione per ottenere inlay FPD, in combinazione con tecniche adesive. Tuttavia, ulteriori valutazioni devono ancora essere effettuate per rivelare prestazioni cliniche a lungo termine di tali materiali.
La scelta di protesi parziali fisse ritenute da intarsi inlay consente di ridurre al minimo la perdita di sostanza dentale, in particolar modo dove sono già presenti vecchie otturazioni. Per le loro caratteristiche gli FRC rappresentano una possibilità nello sviluppo di questi manufatti.
Protesi parziale fissa sostenuta da intarsi inlay: possibilità
di trattamento con zirconia monolitica
Inlay-retained fixed dental prosthesis: a clinical option using monolithic zirconia
Augusti D, Augusti G, Borgonovo A, Amato M, Re D. Case Reports in Dentistry 2014.
Il seguente caso presenta la riabilitazione di un singolo elemento in zona posteriore in un paziente che aveva già precedentemente rifiutato il trattamento con rialzo di seno e inserimento implantare. La protesi viene qui realizzata con metodica CAD-CAM adoperando come materiale la zirconia monolitica.
La disponibilità di nuovi trattamenti o tecnologie in odontoiatria ha messo a disposizione del clinico e del paziente diverse soluzioni per la risoluzione di un caso di edentulia singola posteriore.
Alternative terapeutiche valide in una situazione come questa sono: l’utilizzo della tradizionale protesi parziale fissa (FDP) a ricopertura totale, la soluzione implanto-protesica o la riabilitazione con una protesi parziale fissa supportata da intarsi inlay. Quest’ultima può rappresentare una metodica minimamente invasiva, soprattutto nel caso di preesistenti otturazioni sui denti che dovranno fungere da ritenzione. Storicamente, questo tipo di manufatti è stato prodotto solo in leghe metalliche nobili, ma oggi può essere realizzato adoperando una vasta gamma di nuovi materiali: compositi ibridi micro-riempiti o rinforzati (FRC), ceramiche con un elevato contenuto di particelle di vetro o ceramiche ad alta resistenza. Restauri completamente in ceramica offrono un ottimo mimetismo dal punto di vista cromatico e la loro superficie ha mostrato scarso accumulo di placca quando esposta all’ambiente orale. Le nuove ceramiche con elevata resistenza alla frattura possono essere considerate la scelta giusta nella realizzazione di FDP sorretti da intarsi inlay.


Il caso descritto è quello di un uomo di 52 anni, giunto all’attenzione degli autori per riabilitare l’edentulia dell’elemento 1.7. Dopo firma del consenso informato, le cavità sono state preparate realizzando una convergenza della preparazione di 6° e connettori di dimensioni superiori a 3x3 mm, così da migliorare la distribuzione degli stress. Realizzata l’impronta in VPS, è stato fabbricato un mock-up in composito. Dopo prova sul paziente, il mock-up e il modello in gesso dell’antagonista sono stati acquisiti mediante uno scanner ottico (S600 ARTI, Zirkonzahn GmbH) e la protesi definitiva è stata confezionata a partire da un blocchetto di zirconia utilizzando una macchina fresatrice (M5, Zirkonzahn GmbH).
Avvenuta la sabbiatura delle cavità e il lavaggio con acqua per 1 minuto, sono stati mordenzati smalto e dentina, rispettivamente per 30 e 15 secondi e dopo risciacquo è stato applicato l’adesivo (ScotchBond Universal, 3M Espe). Sabbiata anche la protesi e pulita con alcol etilico 95% per 10 minuti, la cementazione è stata effettuata con un cemento duale self-adhesive (Panavia SA, Kuraray). Il cemento è stato veicolato nelle cavità preparate, mentre la protesi veniva messa in posizione così da poter completare l’inserimento con l’ausilio di uno strumento a ultrasuoni che favorisse la fluidità del cemento.
Rimossi gli eccessi di cemento, ogni superficie è stata polimerizzata per 90 secondi. Ad avvenuta polimerizzazione i margini sono stati rifiniti e lucidati.
Grazie all’utilizzo di un materiale a elevata resistenza e con ottime proprietà mimetiche come la zirconia monolitica è possibile ottenere una riabilitazione soddisfacente per il paziente quanto per il clinico, sfruttando un approccio minimamente invasivo.



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