Il pediatra rappresenta il primo e più costante punto di riferimento sanitario per il bambino
fin dalla nascita. Attraverso i periodici bilanci di salute ha il privilegio di monitorare la crescita della quasi totalità dei nuovi nati nei loro anni più cruciali (Figura 1). Per questo motivo, il pediatra è l’interlocutore chiave e il partner strategico dell’odontoiatra pediatrico nella prevenzione delle patologie del cavo orale (1, 3).

Odontoiatra pediatrico e pediatra
1. Il pediatra come partner strategico per la salute orale e lo sviluppo del bambino nell’ambito dei bilanci di salute
I bilanci di salute costituiscono un’occasione di monitoraggio del benessere della popolazione pediatrica e forniscono momenti utili di dialogo con i genitori

Le evidenze scientifiche parlano chiaro: la maggior parte delle malattie odontostomatologiche dell’infanzia può essere efficacemente prevenuta. Interventi tempestivi, educazione dei genitori (Figura 2) e promozione di corretti stili di vita sono le armi più efficaci a nostra disposizione (4-6).

Odontoiatra pediatrico e pediatra
2. Educazione dei genitori per la promozione di corretti stili di vita e abitudini anche per la salute del cavo orale del bambino e del suo sviluppo cranio-facciale

I primi anni di vita costituiscono la finestra temporale ideale per guidare le famiglie su:
• manovre corrette di igiene orale domiciliare;
•alimentazione ed educazione nutrizionale acariogena;
•protocolli di fluoroprofilassi;
•intercettazione di abitudini viziate (uso prolungato del ciuccio, respirazione orale, dito in bocca) che possono compromettere lo sviluppo delle arcate dentarie.

Nonostante la centralità di questa sinergia, nella pratica clinica quotidiana si riscontra ancora un divario: molti pediatri non eseguono un’ispezione sistematica del cavo orale durante le visite di routine. Di conseguenza, il rinvio allo specialista avviene spesso solo in presenza di sintomi evidenti o patologie conclamate. Se il bambino non manifesta dolore o problematiche macroscopiche, la prima visita odontoiatrica viene frequentemente posticipata, perdendo così una preziosa opportunità di prevenzione primaria e intercettiva, consultando l’odontoiatra solo in caso di emergenza.
Questa gestione “in emergenza e tardiva” ancora oggi può rappresentare anche un problema importante sotto il profilo dei costi da sostenere per la salute pubblica.
I programmi di prevenzione orale nei bambini riducono significativamente la carie e, nella grande maggioranza degli studi, riducono anche i costi sostenuti dai sistemi sanitari (7). La carie dentale e le altre patologie orali dell’età pediatrica rappresentano un rilevante problema di salute pubblica, associato a un considerevole impatto economico per i sistemi sanitari. Le evidenze disponibili dimostrano che gli interventi preventivi precoci sono clinicamente efficaci e, nella maggior parte dei casi, risultano costo-efficaci o addirittura in grado di generare risparmi per il servizio sanitario.
È sempre più necessaria una stretta collaborazione tra il pediatra di famiglia e l’odontoiatra pediatrico. Un approccio multidisciplinare condiviso tra i diversi professionisti coinvolti nella tutela della salute del bambino aumenta le opportunità di realizzare interventi educativi orientati alla prevenzione fin dalla prima infanzia (8).

La Early Childhood Caries (ECC) è una patologia multifattoriale in cui le abitudini alimentari dei primi anni di vita svolgono un ruolo determinante nello sviluppo della malattia e nella colonizzazione di batteri cariogeni.
Le principali società scientifiche raccomandano di evitare zuccheri aggiunti nei primi due anni di vita e di limitare il consumo di succhi di frutta, promuovendo un’alimentazione sana fin dalla prima infanzia.
Poiché la ECC condivide numerosi fattori di rischio con altre malattie croniche non trasmissibili, la prevenzione deve coinvolgere l’intero nucleo familiare.
Un approccio multidisciplinare, con la collaborazione di pediatri, nutrizionisti e professionisti della salute, è fondamentale per favorire cambiamenti duraturi nelle abitudini alimentari e migliorare la salute generale e orale del bambino, che sarà l’adulto di domani (9).
Negli anni, la comunità scientifica ha promosso congressi interdisciplinari, corsi di formazione e pubblicazioni editoriali per incentivare la collaborazione tra le due figure. Tuttavia, queste iniziative faticano a tradursi in un cambiamento concreto e sistematico nella routine ambulatoriale.
Per superare questi ostacoli, una soluzione concreta potrebbe risiedere nella creazione di linee guida odontoiatriche destinate in modo specifico ai pediatri. Uno strumento sintetico, strutturato per fasce d’età, progettato per aiutare il medico a individuare rapidamente le principali condizioni odontoiatriche meritevoli di attenzione.
Per ciascuna fascia d’età, il vademecum si articola su tre punti chiave:
1. cosa osservare durante la visita pediatrica di routine;
2. quali condizioni richiedono un monitoraggio nel tempo;
3. quali situazioni necessitano di un invio tempestivo all’odontoiatra pediatrico.

L’obiettivo di questo strumento non è trasformare il pediatra in un odontoiatra, bensì fornirgli le competenze cliniche essenziali per prevenire al meglio le problematiche più frequenti (9) e riconoscere tempestivamente quelle che richiedono un approccio di cura da parte dell’odontoiatra pediatrico, facilitando il corretto e tempestivo referral specialistico per tutte quelle condizioni che non sono prevenibili o che richiedono un intervento tempestivo per evitarne il peggioramento. Una collaborazione strutturata e fluida tra pediatra e odontoiatra pediatrico permette di intercettare precocemente carie, lesioni dei tessuti molli, alterazioni dello sviluppo dento-scheletrico e malocclusioni (Figura 3).

Odontoiatra pediatrico e pediatra
3. Non solo ciuccio o dito: spesso anche la coperta preferita può essere utilizzata dal bambino nell’ambito del suo “vizio orale”

Questo approccio non solo migliora la qualità della vita e la salute generale del piccolo paziente, ma riduce drasticamente la necessità di trattamenti terapeutici complessi e invasivi in età successiva, migliorando la qualità di vita complessiva per le famiglie e allo stesso tempo riducendo i costi per le stesse e per la sanità pubblica, con le problematiche ad essa connesse come per esempio la antibiotico-resistenza (10).Odontoiatra pediatrico e pediatra

La prevenzione non è un atto isolato: è efficace solo quando tutti i professionisti coinvolti parlano lo stesso linguaggio e condividono un percorso assistenziale comune. In questa visione d’insieme, il pediatra è il primo, fondamentale anello di una rete di salute che vede nell’odontoiatra pediatrico il suo naturale alleato (Figura 4).

4. Un bambino per il quale la prevenzione ha funzionato è anche un bambino con un benessere emotivo positivo, fiducioso nei confronti di chi si prende cura della sua salute orale… sin dalla nascita
L’obiettivo deve essere promuovere la salute e non inseguire la patologia. Ancora una volta il desiderio che ci deve accomunare è fare in modo che i bambini non siano sani perché siamo bravi a curarli, ma perché facciamo in modo che non si ammalino… e questo non si riferisce solo alla salute orale, ma anche al loro benessere emotivo.

 

Bibliografia
  1. Dinkevich E, Ozuah PO. Well-child care: effectiveness of current recommendations. Clin Pediatr (Phila). 2002 May;41(4):211-7.
  2. Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per le politiche della famiglia. Piano nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva 2025-2027 (https://famiglia.governo.it/media/2iyajw21/6-piano-nazionale-infanzia-ed-adolescenza.pdf).
  3. Federazione Italiana Medici Pediatri, 2026.
  4. American Academy of Paediatric Dentistry. Policy on Early Childhood Caries (ECC): Consequences and Preventive Strategies, 2025 (https://www.aapd.org/globalassets/media/policies_guidelines/p_eccconsequences.pdf).
  5. World Health Organization, Ending Childhood Dental Caries: WHO Implementation Manual, 2020 (https://www.who.int/publications/i/item/ending-childhood-dental-caries-who-implementation-manual).
  6. Cortez-Gaeta M, Martínez-Nieto M, González-Alvarez GE, et al. Prevention of Early Childhood Caries from the First Level of Care: An Interdisciplinary Approach and Motivational Communication. Sage Open Pediatr. 2025 Dec 9;12:30502225251401699.
  7. Fraihat N, Madae’en S, Bencze Z, Herczeg A, Varga O. Clinical Effectiveness and Cost-Effectiveness of Oral-Health Promotion in Dental Caries Prevention among Children: Systematic Review and Meta-Analysis. Int J Environ Res Public Health. 2019 Jul 25;16(15):2668.
  8. American Academy of Pediatrics. The Role of Pediatrics in Medical-Dental Integration, 2023
  9. Paglia L. Early Childhood Caries: a Family-Centred Disease. Eur J Paediatr Dent. 2025 Jun 1;26(2):87.
  10. Leroy R, Bourgeois J, Verleye L, et al. Are systemic antibiotics indicated in children presenting with an odontogenic abscess in the primary dentition? A systematic review of the literature. Clin Oral Investig. 2021 May;25(5):2537-2544
Odontoiatra pediatrico e pediatra - Ultima modifica: 2024-07-16T12:50:08+02:00 da Paola Brambilla
Odontoiatra pediatrico e pediatra - Ultima modifica: 2024-07-16T12:50:08+02:00 da Paola Brambilla