Mesializzazione ortodontica e riassorbimento radicolare

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L'agenesia di elementi permanenti è un'anomalia dentale comune, con una prevalenza complessiva pari al 6.4%. Il dente più comunemente mancante è il secondo premolare inferiore, che manca in poco più della metà dei casi di agenesia.

Le opzioni terapeutiche per tale condizione prevedono (1) la possibilità di ritenere il più possibile il secondo molare deciduo, (2) l'esecuzione di un restauro tramite protesi parziale fissa o, più facilmente, impianto dentale, (3) la messa in atto di estrazioni di bilanciamento, soprattutto nel caso in cui vi siano ulteriori problematiche locali e (4) la chiusura ortodontica dello spazio tramite mesializzazione di elementi posteriori.

Quest'ultima rappresenta un'opzione apprezzata, anche in virtù del tasso di sopravvivenza a lungo termine, specialmente nei pazienti più giovani, che vengono sottoposti a trattamento ortodontico per risolvere anche altri quadri di malocclusione. In più, in caso di perdita precoce del secondo molare deciduo, la chiusura dello spazio potrebbe impedire la sovraeruzione degli elementi antagonisti o l'inclinazione degli elementi adiacenti e, inoltre, facilitare anche l'eruzione di terzi molari. In ultima analisi, si tratta di una scelta in grado di ridurre i costi complessivi del piano di cure.

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D'altra parte, la chiusura ortodontica dello spazio può anche essere correlata a due diversi effetti avversi rilevanti a carico della struttura dentale – riassorbimento radicolare esterno apicale – o del supporto parodontale – perdita di osso alveolare – del dente sottoposto a mesializzazione. La presenza di tali processi patologici, soprattutto se contestuale, è in grado di aumentare il rapporto corona/radice, inficiando la sopravvivenza non del trattamento, ma del dente stesso.

Riassorbimento radicolare e mesializzazione: rischi nel trattamento delle agenesie

Lo studio split-mouth di Winkler e colleghi (American Journal of Orthodontics and Dentofacial Orthopedics 2017) ha valutato la prima complicanza. Il rischio di riassorbimento radicolare esterno apicale nei molari inferiori permanenti mesializzati risulta effettivamente aumentato, ma la misura del riassorbimento stesso risulterebbe, al contempo, clinicamente non rilevante.

Analogamente, un più recente studio, condotto dal gruppo di Göllner e pubblicato su Progress in Orthodontics, ha valutato, sempre tramite un modello split-mouth, l'impatto della perdita di osso alveolare.

Anche in questo caso, l'intervento ortodontico di mesializzazione ha dimostrato di incrementare il rischio di insorgenza della complicanza. Nello specifico, il sito che risulta maggiormente colpito da perdita di osso alveolare è risultato essere il versante mesiale del primo molare. Analogamente allo studio precedentemente considerato, però, l'impatto effettivo della complicanza si è dimostrato clinicamente irrilevante.

Nel complesso, dunque, si può concludere con il definire sicuro, almeno dal punto di vista delle complicanze più severe, il trattamento ortodontico di mesializzazione di elementi permanenti nell'approccio alle agenesie del secondo premolare inferiore.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31179523

 

Mesializzazione ortodontica e riassorbimento radicolare - Ultima modifica: 2019-11-14T07:42:48+00:00 da redazione

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