Manifestazioni orali dell’osteoporosi

Manifestazioni orali dell'osteoporosi

L'osteoporosi è una patologia scheletrica caratterizzata da perdita di massa ossea, riduzione della densità minerale ossea (BMD) e deterioramento microarchitetturale del tessuto osseo. Da ciò deriva un’aumentata fragilità ossea e, conseguentemente, un incremento del rischio di fratture.

Costituisce uno fra i disordini metabolici maggiormente comuni nel paziente anziano: negli Stati Uniti colpisce il 10% dei pazienti appartenenti a questa fascia d’età. Le più colpite sono le donne in età postmenopausale: il deficit di estrogeni comporta, infatti, un aumento del riassorbimento osseo e una riduzione della massa tissutale complessiva.

In ambito odontoiatrico, questa patologia ha principalmente interesse di tipo indiretto, in quanto diversi farmaci impiegati nel trattamento dell’osteoporosi – in primis i bifosfonati – sono implicati nell’insorgenza di una grave complicanza post-chirurgica, l’osteonecrosi dei mascellari.

Revisione della letteratura: manifestazioni orali dell'osteoporosi

Recentemente, un gruppo di lavoro brasiliano ha condotto una revisione critica della letteratura, allo scopo di mettere in evidenza il coinvolgimento diretto dell’apparato stomatognatico: in altre parole, le manifestazioni orali dell’osteoporosi.

I mascellari sono ossa peculiari. La componente maggiormente sensibile alla diminuzione della BMD risulta essere quella trabecolare, soprattutto nelle aree interradicolari dell’osso alveolare: per effetto del carico masticatorio, questo potrebbe andare incontro a microfratture da porosità. Sono stati definiti anche dei parametri di riconoscimento delle lesioni da osteoporosi nella panoramica dentale, almeno nelle fasi avanzate della patologia. Tra questi: mandibular cortical indexmandibular cortical thicknesspanoramic mandibular index e mental index.

Lo studio di Liu (2018) ha evidenziato, nel modello animale, come l’ipoestrogenismo possa favorire il riassorbimento dell'osso alveolare dopo l'estrazione del dente.

La diminuzione dell'altezza dell'osso alveolare può compromettere, soprattutto nel paziente edentulo, il supporto osseo, portando a difficoltà nell'indossare protesi (per mancate stabilità e ritenzione) e disfunzioni masticatorie.

Concettualmente, il trauma chirurgico, in un osso indebolito, favorisce la necrosi osteocitaria: tanto più estesa questa, tanto più grave il riassorbimento.

La guarigione ossea perimplantare segue un processo di per sé simile a una frattura: pare legittimo domandarsi, di conseguenza, se l’osteoporosi possa complicare il trattamento implantare. Recentemente, una revisione sistematica (de Medeiros 2018) ha stabilito la non interferenza della malattia con il survival rate implantare; ciò nonostante una perdita di osso marginale significativamente maggiore, verosimilmente espressione, questa, di un’osteointegrazione più lenta ma non meno efficace.

Jagur (2011) ha evidenziato una correlazione fra diminuzione della BMD e comparsa di erosioni, appiattimenti e osteofitosi a livello dell’ATM, ma Bäck (2017) ha escluso legami tra osteoporosi e artropatia temporo-mandibolare. Parlando di vere e proprie fratture da fragilità, uno studio su modello animale (Kosugi 2013) ha stabilito che queste non sono tanto frequenti quanto quelle a carico del femore.

In ultima analisi, il possibile legame tra osteoporosi e malattia parodontale è stato a lungo materia controversa, per la presenza di numerosi fattori confondenti (età, fumo, comorbidità, terapia ormonale sostitutiva). La metanalisi di Penoni (2017) ha rilevato la maggiore severità nella perdita di attacco parodontale nella donna osteoporotica. Allo stato attuale delle evidenze, l’osteoporosi non viene reputata come una causa primaria della parodontite. La perdita di densità ossea potrebbe rendere il parodonto più suscettibile al danno causato dalla patologia.

Riferimenti bibliografici

https://link.springer.com/article/10.1007/s00774-020-01156-4

Manifestazioni orali dell’osteoporosi - Ultima modifica: 2020-10-20T07:09:31+00:00 da redazione

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