La “socket shield” è maggiormente protettiva sull’osso vestibolare rispetto all’implantologia immediata semplice?

DM_il dentista Design del lembo nella chirurgia del terzo molare incluso effetti postoperatori delle incisioni a busta e triangolare

La sostituzione implanto-protesica del dente hopeless in sede frontale richiede la massima applicazione estetica ma, nei fatti, richiede dei compromessi in tal senso. L’osso va incontro, infatti, a un riassorbimento che raggiunge, secondo alcuni autori, il 50% dell’ampiezza, pari 3.8 mm: altri autori, giudicando tale dato eccessivo, ammettono comunque variabilità, sistematicamente impredicibile, del fenomeno.

Un’altra grossa problematica è quella legata alla conservazione della dimensione orizzontale del versante vestibolare: in questa sede, il riassorbimento susseguente alla perdita del dente risulta compreso tra 3 e 3.5 mm.

A questo scopo, sono state proposte diverse tecniche implantari. Una delle maggiormente documentate, negli ultimi anni, è l’implantologia immediata o postestrattiva. Una sua evoluzione fu proposta, giusto dieci anni orsono, da Hürzeler, e denominata “socket shield technique”. Questa prevede l'estrazione parziale del corpo radicolare dell'elemento decoronato, con il mantenimento di uno shield, cioè uno scudo, consistente in un frammento del terzo coronale del segmento vestibolare.

Le due tecniche erano state messe a confronto nel 2014 da Abadzhiev. Più recentemente, Tiwari e colleghi, su Journal of Maxillofacial and Oral Surgery, hanno pubblicato i risultati di uno studio atto a valutare e confrontare l’efficacia delle due tecniche nel preservare lo spessore osseo vestibolare nella regione mascellare anteriore.

Il lavoro ha coinvolto 16 pazienti di età compresa tra 18 e 30 anni, tutti con un elemento della regione canina giudicato non salvabile e uno spessore osseo vestibolare inferiore a 2 mm nella stessa zona. Tale misurazione è stata effettuata sulla TC cone beam preoperatoria. Successivamente, i pazienti sono stati randomicamente assegnati a due gruppi numericamente equivalenti: i pazienti del gruppo B sono stati sottoposti a implantologia postestrattiva semplice, quelli del gruppo A hanno ricevuto un impianto immediato con protocollo socket shield.

La CBCT è stata impiegata anche lungo il follow-up, che complessivamente ha raggiunto i 12 mesi. Le misurazioni sono state effettuate in 4 diversi punti: a livello crestale e a 3, 6 e 9 mm apicalmente.

Osservando le curve che documentano l’andamento dello spessore osseo vestibolare, la caduta più evidente si osserva al passaggio tra il controllo a 4 e quello a 8 mesi nei pazienti del gruppo B, tant’è vero che gli unici dati significativamente inferiori al baseline sono quelli relativi ai controlli a 8 e 12 mesi.

Ciò detto, l’andamento nel gruppo A è risultato vantaggioso ma non in maniera statisticamente significativa. Tale risultato probabilmente, risente della ristrettezza del campione incluso.

In conclusione, lo studio risulta certamente utile nell’appofondire lo studio del comportamento dell’osso vestibolare dopo implantologia postestrattiva ma, da questo punto di vista, non evidenzia un vantaggio significativo a favore della tecnica socket shield.

Riferimenti bibliografici

https://link.springer.com/article/10.1007/s12663-019-01272-3

La “socket shield” è maggiormente protettiva sull’osso vestibolare rispetto all’implantologia immediata semplice? - Ultima modifica: 2020-10-13T07:34:11+00:00 da redazione

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