Kinesiografia: analisi della variabilità nell’atto masticatorio

Kinesiografia disodontiasi terzi molari

Il lavoro in esame afferisce al polo dell’Università degli Studi di Milano, da sempre uno dei più avanzati in ambito gnatologico nel nostro Paese. Lo studio ci dimostra come la gnatologia, al di là del trattamento del paziente disfunzionale, possa aiutarci a comprendere aspetti non ancora conosciuti della complessa dinamica masticatoria.


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La kinesiografia può essere usata come strumento diagnostico nell’ambito della clinica odontoiatrica. In questo studio, un kinesiografo è stato utilizzato per rilevare e registrare lo spostamento tridimensionale del punto interincisale mandibolare durante un movimento masticatorio unilaterale, in funzione del tempo. Lo scopo dello studio è stato quello di quantificare la riproducibilità, a breve termine, da soggetto a soggetto delle registrazioni kinesiografiche in pazienti sani. Dieci secondi di movimenti masticatori unilaterali (a destra e a sinistra) di chewing gum sono stati registrati in 20 soggetti di controllo tramite kinesiografia computerizzata. Ogni soggetto ha eseguito 18 sequenze di masticazione (tre ripetizioni x tre sessioni x ambo i lati). Sono stati calcolati la durata di ogni ciclo, il volume, la profondità e la larghezza standardizzate e il numero di cicli invertiti. I coefficienti di correlazione intraclasse (analisi bidirezionale effetti-interazioni e i t-test appaiati sono stati utilizzati per confrontare le sessioni. Per ciascun soggetto e lato, la variabilità masticatoria è stata espressa come coefficiente di variazione (rapporto percentuale di deviazione standard e media) di ciascuna variabile, una volta calcolata su tutte le sessioni e soggetti. Per tutte le variabili analizzate, le variazioni tra soggetti (analisi della varianza, p <0,001) erano più ampie rispetto a quelle tra le diverse sessioni, con coefficienti di correlazione intraclasse compresi tra 0.432 (durata del ciclo, lato sinistro) e 0.989 (larghezza standardizzata, lato destro). Non sono stati trovati errori sistematici tra le tre sessioni misurate per quanto riguarda il volume e la forma della traiettoria (t-test, p> 0,05). I più alti rapporti di varianza (fino a 223,28) tra soggetti e sessioni sono stati trovati per la durata del ciclo e la forma. In tutti i soggetti, il dato del volume è stato assai variabile, con coefficienti medi di variazione fino al 47% (lato sinistro nelle femmine). Durata del ciclo, profondità e larghezza standardizzate risultano più riproducibili, con coefficienti medi di variazione fino al 10% (durata), 14% (larghezza standardizzata), e 18% (profondità standardizzata). Le caratteristiche spaziali dei cicli masticatori hanno una grande variabilità intra-soggetto. Le  caratteristiche temporali (forma) e le dimensioni standardizzate sono state più coerenti all’interno del soggetto. I risultati dovrebbero consentire la selezione di un insieme di variabili relativamente più coerenti per la definizione di normalità e il confronto tra pazienti.

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Fonte:

Cranio. 2006 Oct;24(4):274-82.

Quantitative analysis of the variability of unilateral chewing movements in young adults.

Ferrario VF, Piancino MG, Dellavia C, Castroflorio T, Sforza C, Bracco P.


Kinesiografia: analisi della variabilità nell’atto masticatorio - Ultima modifica: 2015-06-10T08:30:57+00:00 da redazione

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