Il modello della comunicazione odontoiatra-paziente

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In un settore delicato della scienza medica come è quello dentale, in cui la maggior parte delle terapie sono di tipo elettivo, è particolarmente importante analizzare e implementare la comunicazione del medico nei confronti del paziente, al fine di facilitare l'instaurarsi di una relazione di produttiva collaborazione. Il modello di approccio attualmente considerato è quello patient-centered, che rappresenta uno sviluppo della vecchia medicina paternalistica, in cui il medico si poneva ed era percepito come depositario di verità e doveva pertanto essere seguito incondizionatamente, ma vuole rispondere anche al modello consumistico, in cui il paziente assume il ruolo di cliente e, pertanto, vuole per definizione “avere sempre ragione”. L'odontoiatra, da par suo, non è però un venditore, ma un medico che fornisce un servizio sanitario che, tra i diversi aspetti, ne prevede uno economico.

Four Habits Approach per la comunicazione odontoiatra-paziente

In un interessante articolo pubblicato a inizio anno sullo European Journal of Dental Education, Torper propone di adattare al contesto odontoiatrico il modello Four Habits Approach (4H), già ampiamente impiegato in ambito sanitario e considerato dall'autore il più adatto allo scopo. Il modello che ne risulta, modificato per l'odontoiatra, prevede l'aggiunta di un quinto elemento (in totale 3 fasi discorsive e 2 cliniche) e viene pertanto denominato “4 + 1HD”.

L'approccio vero e proprio viene in realtà preceduto da una fase preclinica di intervista (PCI).

  1. i primi secondi della visita sono importanti al fine di stabilire (o ritrovare) in tempo breve il rapporto con il paziente. La prima parte del colloquio deve poi essere volta a indagare le preoccupazioni del paziente e concludersi con la definizione comune (o semplicemente con il reminder) dell'agenda della parte clinica operativa dell'appuntamento, valorizzando le esigenze del soggetto ed evitandogli “cattive sorprese”.
  2. Nella seconda parte il clinico approfondisce e attualizza la prospettiva del paziente: idea, esperienza corrente e richieste specifiche estemporanee.
  3. La gestione dello stress del paziente e l'espressione della propria empatia vengono inizialmente esercitate nella fase discorsiva, per poi continuare nel corso dell'atto clinico.
  4. L'ultima fase è un riepilogo che chiude la PCI e, al contrario del terzo habit, si limita alla fase discorsiva, che in effetti viene letteralmente troncata (almeno nel senso paziente-medico) dall'inizio della fase clinica.

Nel caso dell'ambiente odontoiatrico, la fase addizionata consiste nella facilitazione del controllo percepito dal paziente (FCP). Questo aspetto è effettivamente particolarmente delicato nel caso del paziente dentale. Questi viene infatti trattato in una zona intima e vulnerabile, legata a una percezione di forte dolore, peraltro perdendo in buona sostanza un mezzo di comunicazione difensiva come può essere la parola. Questa fase si articola su due elementi, la possibilità di interrompere, che deve appunto essere sempre offerta, e la predicibilità.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30659766

Il modello della comunicazione odontoiatra-paziente - Ultima modifica: 2019-05-14T07:58:07+00:00 da redazione
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