Fitting di protesi CAD/CAM: sistemi di misurazione

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In una serie di lavori precedentemente pubblicati anche su queste stesse pagine, è stato ampiamente discusso di come la tecnologia in protesi CAD/CAM abbia modificato l’approccio clinico degli odontoiatri in ambito protesico. Ad oggi, si può affermare che le sistematiche computerizzate rappresentano un’opzione valida e percorribile anche in realtà ambulatoriali di dimensioni contenute.

Gli Autori sottolineano come uno dei principali vantaggi di queste metodiche sia stato l’affinamento – e non solo la semplificazione pratica – di alcuni processi di laboratorio. Uno degli aspetti fondamentali, in questo senso, è costituito dal miglioramento del fitting dei prodotti di laboratorio CAD/CAM rispetto ai manufatti realizzati con tecnica tradizionale. Questo dato pare oggi particolarmente rilevante, pensando anche all’indirizzo che stanno assumendo le tecniche di preparazione protesica, sia per quanto riguarda la protesi cementata classica sia per ciò che concerne il capitolo dell’intarsistica adesiva. Oltre a ciò, l’assenza di gap costituisce una misura preventiva dell’infiltrazione cariosa e tutela quindi il restauro anche nel lungo periodo. Ciò non esime il paziente dal proprio ruolo, ma è chiaro che la presenza di una superficie massimamente regolare ne facilita le manovre di igiene orale domiciliare. Non va dimenticato il fatto che i margini dei restauri si interfacciano con i tessuti parodontali, a cominciare dalla gengiva.

Il fitting viene misurato solitamente a livello cervicale e a livello dei piani occlusali e assiali. Diversi Autori quantificano in 120 µm un gap massimo clinicamente accettabile, anche in ragione della necessità di mantenere gli spazi per l’inserimento della protesi e per il corretto scorrimento dei materiali da cementazione (discorso questo valido anche per le tecniche adesive), attestabili in una forbice tra i 25 e i 50 µm.

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A questo punto, pare lecito domandarsi quali siano i dati indagati dai produttori che immettono sul mercato i macchinari per la prototipazione rapida a uso odontotecnico e che garantiscono la qualità e la ripetibilità dei risultati.

Video updated on Youtube by Glidewell Dental Lab

Un’interessante lavoro di Boitelle e colleghi ne elenca le principali, facendo riferimento sia alle tecniche in vitro che a quelle in vivo; le prime 3 derivano dalla protesi convenzionale:

  • valutazione dei margini, mediante tecniche di microscopia e microfotografia, della protesi inserita nel modello master
  • realizzazione di replica in silicone, da sezionare e osservare al microscopio (anche elettronico)
  • tecniche di valutazione microscopica di protesi cementate in vivo

Oltre a queste, lo stesso studio elenca altrettante metodiche studiate appositamente per la protesi CAD/CAM:

  • elastomeric putty-wash technique” per la valutazione del peso e densità
  • software di rielaborazione degli scan tridimensionali
  • tecniche di acquisizione mediante micro-TC.
Fitting di protesi CAD/CAM: sistemi di misurazione - Ultima modifica: 2016-09-14T07:43:53+00:00 da redazione

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