Fattori predittivi di perdita dentale in corso di mantenimento parodontale

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La gestione clinica del paziente parodontopatico presenta, senza dubbio, delle peculiarità, se confrontata con quella del paziente odontoiatrico, ad esempio, affetto da carie. Quest’ultimo, infatti, va incontro alla risoluzione della patologia nel periodo di una o comunque poco sedute. Dovrà poi sottoporsi, come è normale che sia, a un follow-up fatto di richiami di routine. Il soggetto affetto da parodontite, invece, si caratterizza, innanzitutto, perché sottoposto a un trattamento prolungato su una serie variabile di sedute, al quale segue un follow-up maggiormente attivo. Si tratta del cosiddetto mantenimento parodontale, che prevede controlli alternati a procedure selettive, volti a rallentare il decorso della patologia e minimizzare il rischio di perdita di elementi dentari.

Il comportamento è influenzato da diversi fattori patient-related.

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Nel 2010, una prima revisione sistematica della letteratura, pubblicata da Chambrone sul Journal of Clinical Periodontology, ha concluso che, in pazienti seguiti per almeno 10 anni, età, abitudine al fumo e prognosi iniziale dell’elemento rappresentassero fattori predittivi significativi della perdita del dente nel corso del mantenimento parodontale.

Recentemente, Carvalho e colleghi, sempre su JCP, si sono proposti di aggiornare le evidenze sull’argomento, sempre tramite lo strumento della revisione sistematica.

Gli autori hanno sondato tutte le principali banche dati biomediche – PubMed, CENTRAL, EMBASE, Web of Science, LILACS e Google Scholar – aggiornate a settembre 2020. Gli studi inclusi hanno coinvolto pazienti sottoposti a terapia parodontale attiva e, dopo di essa, a mantenimento parodontale per un periodo minimo di 5 anni.

Sono stati inclusi 33 studi scientifici, per un totale di 4.381 pazienti. Il campione è andato incontro a un tasso medio di perdita di 0.1 elementi dentari all’anno (in altre parole, un dente perso nel giro di 10 anni), dato che non è risultato influenzato dal modello sperimentale, sbilanciato verso quello dello studio retrospettivo (30, contro 3 prospettici). Gli autori hanno comunque sottolineato la necessità di implementare la messa in atto di protocolli di studio prospettici. I dati prognostici possono essere considerati positivi, nonostante i revisori precisino come si sia evoluto il concetto di prognosi parodontale, il quale non ha, tuttavia, ancora raggiunto una definizione univoca.

Gli elementi superiori e i molari sono risultati a maggior rischio di perdita. Le caratteristiche patient-related al baseline, cioè sesso, fumo, diabete, patologia cardiovascolare, ma anche un elemento tooth-related come la presenza di lesioni della forcazione, non solo risultati predittori significativi alla meta-regressione.

Gli outcome individuali nei diversi studi, comunque, hanno evidenziato differenze sulla base dell’età, sul fumo stesso e di altri fattori tooth-related, tipo e posizione dentali.

Riferimenti bibliografici paziente parodontale

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33998031/

Fattori predittivi di perdita dentale in corso di mantenimento parodontale - Ultima modifica: 2021-06-03T06:31:07+00:00 da redazione

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