Fattori predisponenti fallimento implantare precoce

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I fallimenti implantari precoci, quelli cioè che occorrono nel corso del primo anno, si dimostrano più comuni di quelli tardivi. L'andamento fa supporre che, almeno per la maggior parte dei casi, le cause, siano esse fattori legati al paziente, problematiche legate all'intervento chirurgico e condizioni sistemiche, possano essere differenti. Questi aspetti sono stati studiati, nel corso di uno studio condotto da Carr e colleghi, pubblicato su Journal of Prosthodontics.

Letteratura dei fattori predisponenti fallimento implantare precoce

Gli autori hanno attinto dal database clinico del dipartimento di specialità dentali della Mayo Clinic di Rochester, Minnesota: sono stati valutati i pazienti implantologici e dal pool sono stati ricavati i dati demografici, chirurgici e medici, al fine di determinare il timing dei fallimenti implantari.

Sul piano statistico, è stato applicato il modello di Cox, particolare metodica di regressione multipla che permette di analizzare il rapporto tra un fattore di rischio (per esempio il fumo) e l’incidenza di un determinato esito clinico (per esempio l'infarto del miocardio), correggendo per uno o più fattori confondenti (ad esempio obesità e ipertensione). In questo caso, appunto, l'esito clinico è rappresentato dal fallimento implantare nel corso dei primi dodici mesi dopo l'inserimento.

L'impostazione dello studio è stata di tipo retrospettivo e ha considerato il periodo dal 2000 al 2014. Il database è disponibile, in realtà, dal 1983: il 2000 è stato considerato come momento di transizione tecnica nella clinica implantologica.

Il pool indagato fa riferimento a un totale di 8717 impianti inseriti in pazienti adulti durante il periodo di studio: è stato tuttavia necessario escludere 177 impianti privi di follow-up dentale. All'indagine definitiva sono stati portati, pertanto, 8540 impianti inseriti in 2798 pazienti di età media pari a 57.2 anni.

All'interno del campione di 8540 elementi, i casi di fallimento entro il primo anno dal posizionamento sono stati 362, pari al 4,2% del totale. L'evento si è presentato dopo un periodo medio di poco più di 4 mesi.

Di questi 362, 252 (7 casi su 10) fallimenti sono occorsi in anticipo sulla prima visita di follow-up.

All'analisi universitaria, la maggior parte dei possibili fattori predittivi ha dimostrato di non influenzare il tasso di fallimento nel corso del primo anno.

Al contrario, le seguenti procedure chirurgiche pre-posizionamento sono risultate associate all'aumento del fallimento implantare precoce: interventi isolati di bone augmentation (hazard ratio = 1.45, in altre parole rischio aumentato di 1.45 volte) socket preservation (HR = 2,67) e inserimento di materiale xenogenico (HR = 2,12). L'alveoloplastica isolata induce invece una riduzione del rischio (HR = 0.33).

Particolarmente importante risulta essere il peso di un eventuale complicanza chirurgica intraoperatoria: in generale, queste riportano HR = 15.84. Questo aspetto dovrebbe essere pertanto approfondito. Nessuna condizione medica o terapeutica, anche complessa, invece, comporta secondo lo studio un incremento del rischio.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30350385

Fattori predisponenti fallimento implantare precoce - Ultima modifica: 2019-09-06T05:58:27+00:00 da redazione
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