Fattori di rischio per la recidiva dell’ameloblastoma

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L'ameloblastoma è un tumore odontogeno benigno. La classificazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo definisce come una neoplasia che origina dall'epitelio odontogeno con stroma fibroso maturo senza ectomesenchima odontogeno. Nel 2017, la stessa classificazione OMS è stata aggiornata. Oggi, pertanto, si distinguono quattro sottotipi:

(1) ameloblastoma periferico / extraosseo

(2) ameloblastoma unicistico

(3) ameloblastoma (convenzionale)

(4) ameloblastoma metastatizzante

L'ameloblastoma convenzionale (che era chiamato "tipo solido / multicistico"), che costituisce la variante più comune, invade gli spazi della midollare ossea. Il più delle volte interessa la regione posteriore della mandibola e, dal punto di vista radiografico (tipicamente all'OPT), presenta aspetto multiloculare. Per quanto riguarda l'aspetto anatomopatologico, i due modelli istologici più comuni sono plessiforme e follicolare.

L'ameloblastoma unicistico forma, appunto, una cavità unica (dunque con aspetto radiografico uniloculare) di tipo cistico, contornata da un epitelio da un epitelio caratteristico (ameloblastomatoso).

Nonostante si tratti, come detto, di un tumore benigno, di questa malattia preoccupano aggressività locale, che costringe sistematicamente alla messa in atto di interventi chirurgici ampiamente demolitivi ed elevata frequenza dei fenomeni di recidiva. In questo senso, la chirurgia conservativa è gravata da un rischio compresto tra il 55% e il 90%. processi patologici ricorrenti e prolungati possono andare incontro a viraggio verso carcinoma ameloblastico, dunque a cancerizzazione. D'altra parte, un intervento di resettiva può essere particolarmente deturpante e invalidante, date area e possibile estensione, e richiedere, di conseguenza, complessi interventi di ricostruzione.

Per tutti questi motivi, da una parte, risulta fondamentale riconoscere (o quantomeno sospettare) il prima possibile la presenza della lesione. In più, sarebbe particolarmente utile predire il rischio di recidiva sulla base di fattori clinici, radiografici e istopatologici.

È quanto si è proposto di fare lo studio di Au e colleghi, che ha anche valutato sul lungo termine il tasso di recidiva.

Ameloblastoma: percentuali di recidiva

Il lavoro, condotto presso il Dipartimento universitario di chirurgia orale e maxillofacciale di Hong Kong, ha coperto un pool di 128 pazienti (65 uomini e 63 donne) per un periodo di follow-up medio quasi decennale (117 mesi). Il tasso di recidiva a 5, 10 e 15 è risultato pari a 9.3, 17.6 e 24.4%, rispettivamente. L'alto tesso di recidiva a lungo termine dimostra la necessità di protrarre nel tempo il follow-up post-chirurgico di questi pazienti.

Applicando lo stimatore di Kaplan-Meier e il test di regressione di Cox, pattern radiografico, dimensione del tumore e modalità di trattamento sono risultati significativamente correlati alla recidiva. L'analisi di regressione multipla per le tre variabili ha poi indicato nella resezione radicale il solo fattore in grado di abbattere significativamente il tasso di recidive.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31084977

Fattori di rischio per la recidiva dell’ameloblastoma - Ultima modifica: 2019-10-17T07:01:28+00:00 da redazione
Fattori di rischio per la recidiva dell’ameloblastoma - Ultima modifica: 2019-10-17T07:01:28+00:00 da redazione
Fattori di rischio per la recidiva dell’ameloblastoma - Ultima modifica: 2019-10-17T07:01:28+00:00 da redazione

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