Fattori di rischio e controindicazioni al trattamento con impianti dentali

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Come per altri campi dell’odontoiatria, il successo del trattamento con un impianto dentale si basa su un approccio rigoroso e sistematico nella pianificazione del trattamento compresa la  raccolta di una storia anamnestica completa. Qualsiasi malattia che interessi il solo distretto testa collo, o l’intero organismo, deve essere segnalata in cartella e valutata prima di intraprendere un trattamento odontoiatrico, nella fattispecie uno implantare.

Ci sono pochissime controindicazioni mediche assolute al trattamento con impianti; l’uso di bifosfonati è stato considerato per molto tempo una controindicazione assoluta al trattamento impiantare a causa del possibile rischio di osteonecrosi dei mascellari, tuttavia, l’evidenza attuale dimostra che il rischio è molto basso in quei pazienti che assumono il farmaco per via orale, inoltre il rischio è dose e tempo-correlato.

Anche il diabete non controllato è considerato una controindicazione relativa. Per scendere maggiormente nel dettaglio delle controindicazioni relative, potremo tra queste rientrano:

  • Radioterapia dei mascellari
  • Patologie orali non trattate
  • Disturbi psichiatrici non controllati
  • Bifosfonati per via endovenosa
  • Infarto miocardico recente, incidente cerebrovascolare, chirurgia valvolare
  • Diabete scarsamente controllato
  • Immunodepressione
  • Malattia parodontale non trattata
  • Incapacità di mantenere elevati livelli di controllo della placca
  • Fumo

Quest’ultimo è considerato una controindicazione relativa per il trattamento con impianti dentali, ci sono studi che evidenziano che, in forti fumatori,pur integrandosi bene gli impianti, in questi pazienti più spesso si riscontrano perimplantiti, accelerata perdita di osso e rallentata guarigione delle ferite. D’altra parte c’è da dire che alcuni studi dimostrato che buoni  tassi di sopravvivenza possano essere raggiunti anche nei fumatori.

La presenza di malattia parodontale deve essere controllata e mantenuta sotto controllo prima di iniziare trattamento implantare. Il controllo della placca dovrebbe essere eccellente.

Molti studi infatti affermano di aver riscontrato tassi di successo inferiori per la terapia implantare di pazienti con disturbi parodontali non trattati o storia di parodontite.

D’altra parte, vi è generale consenso sul fatto che il trattamento implantare in pazienti con una storia di malattia parodontale ben controllata, non sia controindicato, con la maggior parte degli studi che riportano sopravvivenza degli impianti superiore al 90% per un periodo di 3 a 16 anni, pur mostrando una maggiore incidenza di perdita di osso crestale peri-implantare a lungo termine

Condizioni occlusali e carico nella progettazione di impianti dentali

La perdita ossea perimplantare si verifica come risultato di un processo infiammatorio indotto da placca che si verifica in corrispondenza della porzione crestale dell’ osso alveolare circostante l’impianto. In determinate condizioni però la perdita d’osso può anche essere avviata dal “sovraccarico” nell’area di  interfaccia osso-impianto. Questo potrebbe potenziare l’effetto delle alterazioni infiammatorie indotte da placca. Probabilmente l’insulto biologico e meccanico coesistono e si potenziano reciprocamente e per questo motivo la perdita di osso perimplantare in presenza di questi concomitanti fattori è frequentemente evidenziata.

I pazienti che ricevono una riabilitazione con impianto dentale richiedono pertanto un’attenta gestione e il monitoraggio a lungo termine del loro schema occlusale; gli impianti non possiedo infatti il sistema di propriocezione fornito dal legamento parodontale

Età e sesso nel posizionamento di un impianto

Non ci sono prove convincenti che suggeriscono che l’età o il sesso influenzino l’osteointegrazione a breve o a lungo termine. Gli impianti sono effettivamente anchilosati nell’osso, per questo

motivo non sono posizionati fino a che la crescita dello scheletro facciale non sia terminata.

Fattori di rischio e controindicazioni al trattamento con impianti dentali - Ultima modifica: 2016-02-25T07:12:45+00:00 da redazione

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