Esiste una tecnica gold standard evidence-based nella rimozione del perno in fibra?

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Uno degli elementi di difficoltà in un trattamento consiste nella presenza di sovrastrutture, poste a completamento della precedente terapia canalare, da rimuovere in previsione della nuova.

L’estremizzazione delle tecniche di recupero del dente compromesso a livello coronale è ampiamente legata allo sviluppo delle tecniche adesive e della ricostruzione con perno in fibra.

Un perno è costituito da filamenti di carbonio, quarzo, silice, zirconia o vetro, incorporati in una matrice di resina epossidica. Si caratterizza per il modulo di elasticità, vicino a quello della dentina radicolare: ciò riduce significativamente il rischio di frattura radicolare, che è la causa più frequente di fallimento con i perni metallici, alla quale segue, peraltro, la perdita del dente. Ciò detto, anche un perno in fibra può andare incontro a fallimento; deve poi comunque essere rimosso in presenza di fallimento endodontico.

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La rimozione di un perno in fibra deve necessariamente essere una procedura atraumatica, protettiva della stuttura radicolo-canalare e, quindi, della ritenzione offerta.

Sono disponibili più tecniche di rimozione del perno, ciascuna dotata di vantaggi e criticità. Purger e il suo gruppo hanno recentemente condotto una revisione sistematica della letteratura, al fine di indirizzare la scelta clinica sulla base delle evidenze.

Il lavoro, che è stato da poco pubblicato sul Journal of Contemporary Dental Practice, ha sondato la letteratura disponibile ad aprile 2020 sulle banche dati PubMed, Web of Science, Scopus e Virtual Health Library.

Partendo da una base di 1252 record, al netto dei duplicati, sono stati selezionati 31 full text da considerare, perché potenzialmente sovrapponibili ai criteri di inclusione.

13 gli studi portati a valutazione qualitativa, nessuno dei quali a basso rischio di bias ma, comunque, nessuno escluso per bassa qualità metodologica. Non è comunque stata operata una metanalisi.

La maggior parte degli studi ha valutato gli inserti a ultrasuoni, probabilmente gli strumenti oggi più largamente impiegati nella rimozione di perni in fibra. Con essi, sono stati considerati anche kit e frese dedicati. Solo uno studio, invece, ha valutato l’efficacia del laser Er:YAG.

Gli inserti a ultrasuoni sembrerebbero maggiormente efficaci nel ripulire le pareti radicolari, a fronte però di tempi di lavoro maggiori, variazioni di volume significative nella struttura radicolare e aumenti di temperatura a livello della dentina. I kit di frese dedicati risultano invece maggiormente rapidi. Per il laser, pare necessario ampliare l’esperienza clinica.

In conclusione, i revisori non hanno avuto i mezzi per stabilire un gold standard sulla base delle evidenze a oggi disponibili. Non escludendo alcuna possibilità tra quelle attualmente disponibili, la revisione raccomanda di calibrare la tecnica alle condizioni del dente da ritrattare.

Esiste una tecnica gold standard evidence-based nella rimozione del perno in fibra? - Ultima modifica: 2021-08-03T06:02:02+00:00 da redazione

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