Efficacia della medicazione intermedia in trattamenti endodontici su elementi dentari affetti da periodontite apicale

Gli obiettivi principali dei trattamenti endodontici di elementi dentari affetti da periodontite apicale sono: ridurre la carica batterica a livelli compatibili con la guarigione dei tessuti periradicolari e prevenire la ricolonizzazione dei canali trattati. Una delle questioni più controverse in Endodonzia è la reale efficacia della medicazione intermedia nel migliorare la disinfezione intracanalare. L’influenza negativa di residui batterici sull’esito della terapia è ormai comprovata e l’uso di medicazioni intermedie secondo alcuni Autori potrebbe essere un utile ausilio nella disinfezione canalare se affiancato alle procedure chemo-meccaniche di routine. L’idrossido di calcio è probabilmente la medicazione intermedia più utilizzata ad oggi, ma la sua reale efficacia risulta ancora un punto interrogativo. 

Il successo di trattamenti endodontici onestep vs twostep in elementi dentari affetti da periodontite apicale: studio randomizzato controllato
Success rate of single- versus two-visit root canal treatment of teeth with apical periodontitis: a randomized controlled trial
Paredes Vieyra J, Enriquez FJ. Journal of Endodontics 2012;38:1164-1169.

Al fine di ottenere una riduzione della carica batterica a livello del sistema endocanalare si utilizza una combinazione di strumentazione meccanica, irrigazione con disinfettanti e applicazione di medicazioni tra un appuntamento e un altro. È stato ultimamente dimostrato un aumento della percentuale di elementi privi di batteri di circa il 70% a seguito della medicazione con idrossido di calcio. Tuttavia, molto frequentemente si decide di terminare il trattamento endodontico in un’unica seduta per diversi motivi: il diminuito rischio di flare-up interappuntamento, il minor numero di appuntamenti necessari e quindi i costi più contenuti. Un importante svantaggio del trattamento in un’unica seduta sembra essere, però, la mancata azione antibatterica dell’idrossido di calcio; tuttavia, pur diminuendo la carica batterica, secondo molti Autori l’idrossido di calcio non assicura la loro eradicazione. Resta ad oggi poco chiaro se i due metodi siano qualitativamente paragonabili o meno.

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Lo scopo di questo studio è di confrontare l’outcome di trattamenti endodontici effettuati in un’unica seduta e in due sedute in presenza di lesioni periapicali con un follow up di 2 anni. Sono stati trattati 300 elementi non vitali che presentavano radiograficamente una lesione periapicale di dimensioni minime 2,0 x 2,0 mm; la diagnosi di polpa necrotica è stata confermata dal test di sensibilità al freddo. Tutti i canali sono stati strumentati con il sistema Light Speed LSX, irrigati con NaOCl 5% con pressione negativa e otturati con condensazione laterale di guttaperca. Nei trattamenti in due sedute è stata utilizzata una medicazione intermedia a base di idrossido di calcio per una settimana. Dopo due anni dal trattamento sono stati valutati i risultati clinici e radiografici. Dei 300 denti trattati, 18 sono stati persi durante il follow up, 9 nel gruppo di due sedute e 9 nel gruppo di una seduta endodontica. Sono stati analizzati quindi 282 elementi (136 del gruppo di due sedute e 146 del gruppo di una seduta). Gli elementi con sintomi e segni persistenti di lesione periapicale sono stati classificati come non guariti. Gli elementi che mostravano una riduzione delle lesione sono stati classificati, invece, come incerti. Gli elementi con una completa guarigione del contorno periapicale sono stati valutati come guariti. Nel primo gruppo (due visite) il 96,57% era guarito, mentre nel secondo gruppo (una visita) l’88,97%; è risultato l’8,08% di casi incerti nel primo gruppo e il 2,73% nel secondo. L’analisi statistica dei risultati di guarigione non ha mostrato delle differenze significative tra i due gruppi (P = 0.05). Questo studio evidenzia che non ci sono differenze statisticamente significative tra i due metodi di trattamento.

Implicazioni cliniche

I risultati di questo studio sembrano in disaccordo con la letteratura recente; non si sono evidenziate differenze statisticamente significative, in termini di guarigione, tra gli elementi in cui è stata effettuata la medicazione intermedia per abbattere la carica batterica e gli elementi in cui non è stata effettuata. Possiamo concludere che è realistico pensare di ottenere la completa guarigione delle lesioni periapicali semplicemente seguendo un adeguato protocollo operativo di sagomatura dei canali, irrigazione degli stessi con sistemi a pressione negativa e otturazione in guttaperca e non credere che il successo del trattamento dipenda dalla medicazione intermedia.

Efficacia della medicazione intermedia in trattamenti endodontici su elementi dentari affetti da periodontite apicale - Ultima modifica: 2014-03-12T15:07:26+00:00 da fabiomaggioni

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