Disilicato di litio: la traslucenza può influenzare la polimerizzazione dei cementi resinosi?

DM_il-dentista-moderno-disilicato.jpg

Le ceramiche a base di disilicato di litio stanno incontrando un ampio successo clinico e una diffusione dettata, unitamente alle loro caratteristiche intrinsiche di traslucenza e verosimiglianza, anche dall’incremento delle applicazioni protesiche: corone classiche, faccette convenzionali, ultrasottili, occlusali e altre forme di restauro parziale.

Questi materiali si complementano con i cementi adesivi a base resinosa: il comportamento meccanico del restauro, oltre che dalle caratteristiche della ceramica stessa, dipende dall’efficacia dell’adesione, segnatamente dal gravo di conversione. In altre parole, dal numero di doppi legami (C=C) che si formano durante il processo di polimerizzazione.

Diversi sono i tipi di cementi resinosi presenti sul mercato, come del resto i fattori che condizionano il processo di polimerizzazione: non tutti questi sono fattori intrinseci, cioè legati alle caratteristiche della resina.

Recentemente, un interessante studio, condotto da e pubblicato, si è domandato se la traslucenza della ceramica sia in grado di condizionare il grado di conversione delle resine adesive con cui viene cementata.

Cementi resinosi e traslucenza dei disilicati

Gli sperimentatori hanno considerato quattro diverse sistematiche di cementazione: un cemento resinoso a doppia attivazione (indicato anche come controllo), uno con attivazione esclusivamente luminosa), un composito flowable a base resinosa e un composito regolare pretrattrato (preriscaldato a 68°C per 30 minuti). Queste sono state accoppiate con lamine di disilicato di litio con traslucenze diverse durante il processo di fotoattivazione.

Nel dettaglio, il grado di conversione è stato valutato tramite spettroscopia a infrarossi, un minuto dopo la fotoattivazione, in due condizioni diverse: con esposizione diretta alla luce e tramite interposizione di dischi in disilicato dello spessore di 1.5 mm e a traslucenza variabile (alta o bassa, media opacità).

I valori dei parametri di traslucenza risultano pari a 16.4, 13.4 e 12.6, rispettivamente per le 3 tipologie di ceramica e sono stati in grado di influenzare la percentuale di trasmissione della luce.

Per quanto riguarda il grado di conversione, i dati più elevati sono risultati essere quelli relativi al cemento previsto come controllo, ovvero quello a doppia attivazione, seguito dagli altri prodotti, nell’ordine in cui sono stati elencati in precedenza.

Incrociando gli elementi in esame, tuttavia, è emerso come la traslucenza della ceramica ha influenzato in maniera significativa esclusivamente il grado di conversione del composito pretrattato.

In conclusione, gli autori supportano l’impiego di qualsiasi materiale resinoso per la cementazione di restauri in disilicato di litio, con la sola eccezione dei compositi convenzionali prepolimerizzati, i quali, per quanto concerne il grado di conversione, possono essere influenzati dalle caratteristiche ottiche della ceramica.

Riferimenti bibliografici
Disilicato di litio: la traslucenza può influenzare la polimerizzazione dei cementi resinosi? - Ultima modifica: 2020-05-21T07:56:48+00:00 da redazione
Disilicato di litio: la traslucenza può influenzare la polimerizzazione dei cementi resinosi? - Ultima modifica: 2020-05-21T07:56:48+00:00 da redazione
Disilicato di litio: la traslucenza può influenzare la polimerizzazione dei cementi resinosi? - Ultima modifica: 2020-05-21T07:56:48+00:00 da redazione

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome