Diabete mellito: cavo orale e terapia ortodontica. Una revisione della letteratura

Discussione

Dalla letteratura si evince quindi che il diabete è una malattia cronica e immunitaria dovuta a cause multifattoriali che può colpire tutte le età. I pazienti affetti potranno sviluppare patologie di diverso ordine nel corso della loro vita e spesso il cavo orale e gli elementi dentari potranno essere coinvolti11.

Nessuno studio si pronuncia in merito a un limite di età per il trattamento ortodontico, nonostante la malattia possa condizionarlo. È importante considerare che l’iperglicemia, dato caratterizzante il diabete, modifica l’equilibrio metabolico promuovendo, tra le altre, alterazioni a carico dei tessuti vascolari e produzione anomala dei mediatori dell’infiammazione. L’associazione tra queste due condizioni implica, a livello del cavo orale, lo sviluppo precoce e rapido della malattia parodontale nel soggetto diabetico22.

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Inoltre, per ciò che concerne l’Ortodonzia che spesso richiede l’applicazione di forze, è importante che l’odontoiatra sia ben attento a eventuali cambiamenti del parodonto del paziente in modo da prevenire lo sviluppo della malattia parodontale e che le forze applicate siano ben calibrate e controllate in modo tale da prevenire un sovraccarico degli elementi dentari8,10. Nel caso di una terapia ortopedico-funzionale con attivatore, per esempio, ciò che avviene è una transitoria inibizione muscolare realizzata dall’allungamento delle fibre muscolari e documentata dalla variazione degli indici elettromiografici. È proprio grazie all’allungamento delle fibre muscolari che si generano quelle forze di ritorno elastiche in grado di attivare la matrice periostale, forze che dovranno essere sottoposte nel paziente diabetico a un controllo particolarmente scrupoloso30. È importante sottolineare anche che il movimento ortodontico degli elementi dentari è strettamente dipendente dall’equilibrio vigente a livello del rimodellamento osseo, e che quindi il diabete può modificare tale processo; dallo studio di Braga et al.31 effettuato sui topi emerge proprio questo dato: un incremento del riassorbimento dell’osso per un aumento degli osteoclasti e quindi un aumento del movimento dei denti. Va detto che gli stessi Autori dimostrano che la terapia insulinica favorisce una normalizzazione dei livelli degli osteoclasti.

Conclusioni

Il paziente diabetico che giunge all’osservazione dell’odontoiatria potrà essere sottoposto a terapia e in particolare a terapia ortodontica. Oggi in letteratura non esistono studi che indicano i limiti delle terapie in caso di tale malattia; sarà quindi opportuno che l’odontoiatra metta in atto dei comportamenti preventivi nei confronti delle complicanze a cui tale malattia è legata. Effettuando una corretta anamnesi, il controllo della glicemia, delle sedute terapeutiche brevi e al mattino sarà possibile apportare le cure necessarie evitando l’insorgenza della malattia parodontale e del movimento dentario non controllato.
Talvolta invece a causa delle manifestazioni nel cavo orale, l’odontoiatra potrà essere il primo specialista a identificare la malattia specie nel paziente pediatrico e a indirizzarlo al medico endocrinologo specialista.

Il limite unico alla terapia ortodontica è riferito ai pazienti per i quali è accertato uno scarso controllo della malattia e quindi una frequente ricorrenza di iper o ipoglicemia10.
Da questa revisione si evince come la prevenzione della malattia parodontale nel paziente pediatrico sia soprattutto basata sull’educazione all’igiene orale effettuata facendo conoscere le possibili conseguenze di uno scarso controllo della stessa, l’esigenza del controllo della placca e del sanguinamento gengivale.
Il ruolo primario dell’odontoiatra, prima ancora del buon risultato della terapia, è quello di valutare e aiutare il paziente nel mantenimento di un’adeguata igiene orale11.

Continua …

Diabete mellito: cavo orale e terapia ortodontica. Una revisione della letteratura - Ultima modifica: 2013-11-11T14:21:49+00:00 da Redazione

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